Compravendita case di lusso Monza e Brianza

Muoversi nel mercato immobiliare è davvero molto difficile per un non addetto ai lavori, e riuscire a vendere e acquistare casa comporta il dover far fronte ad un gran numero di pratiche e burocrazia, per cui è meglio affidarsi ad aziende specializzate così da avere qualcuno che svolga il lavoro al posto nostro, consentendoci di dormire sonni tranquilli. Le case di lusso, le ville e gli appartamenti prestigiosi a Monza e in Brianza sono in cima ai desideri di tanti, data l’assoluta bellezza e tranquillità della zona, e coloro che desiderano individuare la soluzione più adatta alle esigenze proprie e dalla famiglia preferiscono affidarsi a chi conosce bene il settore e può fornire soluzioni d’alto profilo e un supporto costante.

Da oltre trent’anni, l’agenzia immobiliare Giordano Mischi è il punto di riferimento per quanti sono alla ricerca di abitazioni di lusso a Monza e in Brianza, fornendo un servizio efficiente e un’assistenza continua dall’inizio alla fine della procedura d’acquisto o vendita dell’immobile individuato. Se sei dunque alla ricerca di una agenzia immobiliare a Monza, Giordano Mischi è sicuramente la scelta migliore che tu possa fare: da sempre sinonimo di affidabilità e trasparenza, l’agenzia vanta un team di consulenti qualificati e competenti,  in grado di individuare la soluzione ideale per ciascuno fornendo un supporto costante.

Il  team è inoltre continuamente aggiornato sulle normative e dinamiche di mercato, così da offrire sempre il miglior servizio possibile di vendita o acquisto di immobili. Per questa rinomata agenzia infatti, la cosa più importante è la soddisfazione del cliente, e per questo motivo adopera il massimo dell’attenzione in tutte le fasi del processo di acquisto  o vendita. Acquistare o vendere un appartamento o villa di lusso è un impegno che richiede notevole cura per i particolari e un piano strategico ben definito: l’agenzia  Giordano Mischi propone per questo campagne pubblicitarie di alto profilo in base alle richieste ed esigenze del cliente, ricerche di mercato personalizzate, studio dei canali più appropriati per concludere la compravendita positivamente, un rendiconto periodico dell’andamento delle strategie attuate e delle visite effettuate dai potenziali clienti. L’agenzia immobiliare Giordano Mischi è dunque una certezza per chi ha necessità di acquistare e vendere immobili di lusso a Monza e Brianza, la risorsa ideale per soddisfare le esigenze di tutta la famiglia.

Commenti disabilitati su Compravendita case di lusso Monza e Brianza

Filed under Innovazione

Pedrazzini Arreda: cucine da vivere

L’importanza che l’ambiente della cucina riveste all’interno di una casa è radicalmente cambiato negli ultimi anni, e da luogo in cui vengono semplicemente preparati i pasti, essa è diventata luogo in cui intrattenere gli ospiti, ricevere visitatori e trascorrere del tempo guardando la tv o leggendo un libero.

La cucina è insomma ormai diventata un ambiente polifunzionale, e da qui nasce l’esigenza di un design che sia sempre il più ricercato ed il più personalizzabile possibile. Cercare di dare il proprio “tocco”, la propria impronta, è oggi infatti una priorità assoluta per chi tiene particolarmente a presentare agli ospiti un ambiente che racconti qualcosa di sé, che mostri in maniera tangibile l’impegno e l’amore che si sono adoperati nella scelta delle soluzioni adottate

 Per chi è così attento ai particolari, e desidera avere una cucina dal grande design e bella da vivere, la soluzione perfetta in Lombardia ha un solo nome: Pedrazzini Arreda. Questa importante azienda, il cui showroom si trova in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese, rappresenta tutto lo stile, l’eleganza, la qualità, la praticità delle cucine made in Italy, ed è esclusivista di zona dei marchi Veneta Cucine e Arredo 3. Grande cura per i particolari, passione per questo lavoro ed una serie di ottimi servizi al cliente fanno di Pedrazzini Arreda la prima scelta in fatto di cucine Milano. Il cliente ha la possibilità di usufruire della consulenza di esperti progettisti che potranno dare un valido contribuito nella scelta e nell’individuazione delle migliori soluzioni, fornendo al tempo stesso fedeli anteprime di ciò che sarà la vostra cucina grazie a sofisticati software di settore.

Un team di installatori e falegnami si occuperà invece di installare la tua nuova cucina consegnandola completa di tutto, perfino degli allacci idrici ed elettrici, per consentirti da subito di vivere la tua nuova cucina.

Commenti disabilitati su Pedrazzini Arreda: cucine da vivere

Filed under Varie

Go Leisure | Gonfiabili per Bambini

I giochi gonfiabili sono in grado di cambiare letteralmente volto al vostro giardino o ad un’area adibita a spazio ludico per bambini: sono colorati, belli da vedere, invitanti per i piccoli ma soprattutto sicuri. Go Leisure è una azienda con grande esperienza nel settore, e da oltre 20 anni realizza splendidi gonfiabili per la gioia dei bimbi. Ogni prodotto è interamente personalizzabile e può essere realizzato sulle base delle indicazioni del cliente, anche riguardo il tema e l’aspetto, tenendo al tempo stesso conto delle necessità di spazio legate al luogo in cui il gioco sarà ubicato. Esistono giochi gonfiabili davvero per tutti i gusti e di tutti i tipi, per regalare ai vostri bambini ed i loro piccoli amici ore di puro divertimento: pensate ad esempio ai divertentissimi scivoli gonfiabili che Go Leisure realizza, tutti a tema diverso, o gli splendidi saltarini.

E cosa dire delle piramidi o montagne da scalare, del calcetto saponato, del calcio balilla umano e dei calci di rigore? Questi prodotti, realizzati con i migliori materiali e lavorati con la massima attenzione, garantiranno la più totale sicurezza dei bimbi durante il gioco, anche in caso di cadute accidentali, così che anche i genitori possano stare tranquilli nel sapere che i propri figli giocano all’interno di strutture progettate e realizzate tenendo in grande considerazione la loro incolumità. Lo staff Go Leisure si occuperà della fase di progetto, in considerazione degli spazi disponibili, e produrrà accurati rendering in modo da dare al cliente una precisa anteprima del gioco, prima che questo venga fisicamente realizzato.

Il prodotto finito verrà messo in opera dai tecnici Go Leisure per un prodotto che sarà consegnato a tutti gli effetti “chiavi in mano”, per la gioia dei più piccoli che potranno da subito prendere possesso del nuovo e fantastico gioco.

Commenti disabilitati su Go Leisure | Gonfiabili per Bambini

Filed under Innovazione

Web Marketing come la guerra

Il nostro nuovo sito, dedicato all’innovazione, lo inauguriamo con un articolo interessante scritto da WebSenior.

“Ci chiamano web agency, ma non amiamo definirci tali. Nel nostro sito ospitiamo un blog che non ha certo la pretesa di essere una vera e propria risorsa per gli addetti ai lavori, siano essi web designer, SEO specialist o altro, ma che rapprensenta semplicemente un tentativo di spingere chi lo legge al ragionamento. Per poter fare qualsiasi attività sul web, diciamo di web marketing, è fondamentale prima capire alcuni concetti basilari che devono costituire le fondamenta per ogni successivo investimento. Ecco, il nostro blog si propone di mettere ordine nella testa di chi vuole affacciarsi, seriamente, al mondo del web (chi ha detto finalmente?). Che per noi, oggi, significa andare in guerra. Mai sentito parlare del famoso saggio di Sun Tzu? Bene, le stesse logiche possono essere applicate al nostro mondo: se vuoi avere la certezza di  vincere la guerra, devi assicurarti il successo prima di iniziare il combattimento, prima di andare in battaglia. Devi, cioè, studiare le forze e le debolezze dei tuoi avversarti, conoscere i tuoi lati vincenti e quelli deboli, sorprendere i tuoi competitor e, non da ultimo, monitorare e controllare tutto ciò che accade, al fine di studiare al meglio la prossima mossa”.

Non male vero? Questa secondo noi è innovazione: innovazione filosofica, se vogliamo, ma un concetto se vogliamo nuovo nel mondo del web. Grazie quindi a WebSenior, web agency a Monza molto apprezzata per la sua competenza e professionalità, e che da poco si sta imponendo nel panorama degli addetti ai lavori in Brianza.

Commenti disabilitati su Web Marketing come la guerra

Filed under Innovazione

Telemedicina, una modalità che piace sempre di più

La telemedicina., ovvero la possibilità di fare consulti on line con il proprio medico, ha messo l’acceleratore a seguito della pandemia, a causa dei mille problemi di mobilità e sicurezza. Però con questa modalità di è potuto supplire in molti casi al problema del distanziamento fisico, assicurando ai pazienti cure di qualità. Non sorprende che nell’ultimo periodo l’89% delle organizzazioni sanitarie italiane (91% a livello globale) abbia già implementato servizi di telemedicina e il 50% (44% a livello globale) ha iniziato ad utilizzarli dopo la pandemia. A dirlo è una ricerca di Kaspersky che ha coinvolto un campione di 389 fornitori di servizi sanitari di 36 paesi.

Significativi benefici nei prossimi 5 anni

Il 40% degli intervistati italiani(71% a livello globale) crede che entro i prossimi 5 anni i servizi di telemedicina porteranno numerosi benefici in campo sanitario, riferisce l’indagine. I professionisti del settore ritengono che la medicina a distanza consenta numerosi vantaggi come comunicazioni più veloci, minore trasmissione di malattie tra pazienti e personale, e la possibilità di aiutare più persone in minor tempo. Questo dato trova conferma anche nella pratica. Quasi la metà delle organizzazioni (42% a livello globale e 25% in Italia) concorda sul fatto che la maggior parte dei loro pazienti sia più propensa a fare visite a distanza che di persona. Tra le caratteristiche che influiscono sull’opinione positiva dei pazienti nei confronti della telemedicina emerge la possibilità di risparmiare tempo e denaro grazie alle tecnologie moderne, oltre al fatto che queste consentono di poter scegliere specialisti più esperti da consultare.

I pazienti “grandi” sono il target migliore

Ovviamente, con tutta questa serie di benefici i pazienti sono in gran parte favorevoli ala telemedicina, in tutte le fasce di età. A dispetto del pensiero che gli anziani siano meno inclini ad affidarsi alle tecnologie moderne, solo il 38% dei fornitori di servizi di telemedicina italiani (51% a livello globale) ha dichiarato che la maggior parte dei pazienti che utilizzano format virtuali hanno meno di 50 anni.

Le tecnologie più utilizzate

Per quanto riguarda il nostro Paese, le prestazioni più gettonate in telemedicina sono il monitoraggio da remoto del paziente tramite dispositivi wearable (41% a livello globale vs 44% in Italia) e la telemedicina sincrona (51% a livello globale vs 44% in Italia), ovvero la comunicazione in tempo reale con i pazienti, comprese videochiamate o chat. Tra gli altri servizi più utilizzati la tecnologia di telemedicina asincrona (39% a livello globale vs 11% in Italia). Quest’ultima consiste nella raccolta e nell’archiviazione dei dati dei pazienti in una piattaforma sicura basata su cloud per un ulteriore utilizzo da parte di un professionista del trattamento.

Commenti disabilitati su Telemedicina, una modalità che piace sempre di più

Filed under Innovazione

Quarta rivoluzione industriale: il ruolo di IoT e RFID

Qualcosa sta cambiando, ed è solo agli inizi. È la quarta rivoluzione industriale, che grazie all’innovazione tecnologica amplifica le capacità cognitive umane, dando la possibilità di analizzare, elaborare e utilizzare miliardi di informazioni. Alla base di questa rivoluzione c’è un insieme di tecnologie, tra cui spicca l’Internet of Things (IoT) basata sull’RFID (Radio Frequency Identification), che attraverso l’uso delle radiofrequenze consente di identificare e tracciare in modo automatico e univoco ogni oggetto su cui l’etichetta è stata applicata. Entro il 2021 saranno 25 miliardi gli oggetti taggati con RFID, e quindi connessi all’IoT.  Non è un caso, infatti, che l’RFID stia vivendo un nuovo slancio grazie alla sua capacità di aprire inedite opportunità sia per le aziende di produzione sia per i retailer.

Senza standard condivisi l’RFID non abilita la piena interoperabilità tra sistemi

Un nuovo mondo, dunque, tutto da sviluppare. Come emerge dal progetto di GS1 Italy insieme all’RFID Lab dell’Università di Parma, se le prospettive sono rosee e le possibilità enormi, con il nuovo slancio dell’RFID stanno emergendo anche i problemi. Il primo: senza standard condivisi l’RFID in sé non abilita la piena interoperabilità tra sistemi e la scalabilità dei progetti. Infatti, l’adozione da parte delle aziende di sistemi proprietari diventa inefficace e insufficiente nel momento in cui il business aumenta e ci si interfaccia con nuovi clienti e mercati di scala sovralocale.
Per evitare questi problemi occorre parlare la stessa lingua globale con tutti i business partner.

Identificare in modo univoco i singoli prodotti

“È per questo che GS1 ha sviluppato l’Electronic Product Code (EPC), uno standard che identifica in modo univoco e inequivocabile i singoli prodotti”, spiega Linda Vezzani, GS1 visibility and RFID standards specialist di GS1 Italy. In pratica l’EPC è una sorta di codice fiscale di ogni prodotto, che permette di identificarlo in modo univoco, catturare le informazioni lungo tutta la catena di approvvigionamento e renderle disponibili attraverso le onde radio. Per le aziende che già utilizzano il linguaggio globale GS1 l’adozione dell’RFID è semplice perché si sfrutta l’identificazione GS1 usata per i propri prodotti, e quindi, le informazioni di prodotto vanno solo tradotte in linguaggio EPC.

Tre case history

Le potenzialità dell’utilizzo della tecnologia RFID con standard GS1 condivisi sono enormi, e i risultati per le aziende capofila di questo approccio sono interessanti. Qualche esempio? La case history di Decathlon, che ha adottato lo standard EPC/RFID a livello di item su tutti i prodotti presenti negli store, e del Gruppo Bonterre, che l’ha applicato su ogni unità logistica (pallet). In entrambi i casi sono stati raggiunti benefici in termini di aumento della visibilità lungo la supply chain, della produttività, dell’affidabilità e del controllo degli stock di magazzino. Significativo anche il caso del Giappone, dove nel 2017 il governo ha avviato una sperimentazione con l’obiettivo dichiarato di arrivare a inserire il tag RFID su tutti i prodotti entro il 2025, abbassandone il costo a circa uno yen.

Commenti disabilitati su Quarta rivoluzione industriale: il ruolo di IoT e RFID

Filed under Innovazione

Il cambiamento climatico modifica il comportamento dei consumatori

Nei giorni della 26a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nota come COP26, un sondaggio Ipsos, condotto per il World Economic Forum su 29 Paesi ha indagato la relazione esistente tra i timori per il cambiamento climatico e i comportamenti adottati. In particolare, la ricerca esamina in che misura i consumatori hanno modificato i propri comportamenti quotidiani a causa delle preoccupazioni climatiche, e quali sono le azioni individuali più comunemente intraprese per contrastare il cambiamento climatico.

In Italia il 58% ha modificato il proprio comportamento d’acquisto 

Di fatto, oltre la metà degli intervistati (56%) afferma di aver modificato il proprio comportamento a causa della preoccupazione per i cambiamenti climatici negli ultimi anni. Meno di una persona su cinque (17%) afferma poi di aver apportato molte modifiche, due su cinque (39%) poche, e tre su dieci (31%) nessuna modifica. Una percentuale in calo rispetto alla media del 69% registrata a gennaio 2020. In Italia, il 58% degli intervistati dichiara di aver modificato il proprio comportamento d’acquisto (e non), ma anche in questo caso, la percentuale è in calo rispetto al 73% registrata a gennaio 2020. 

Consumatori meno attenti all’ambiente di un anno fa

I Paesi in cui è più probabile che i consumatori riferiscano di aver adattato il proprio comportamento per contrastare i cambiamenti climatici rimangono invariati rispetto allo scorso anno. Tuttavia, anche in queste nazioni, la proporzione è diminuita notevolmente India (76%, in calo di 12 punti), Messico (74%, -12 punti), Cile (73%, -13 punti) e Cina (72%, -13 punti). I Paesi in cui è meno probabile che i consumatori affermino di aver modificato il proprio comportamento a causa delle preoccupazioni climatiche includono Giappone (22%, -9 punti), Russia (40%, -12 punti), Stati Uniti (41%, -15 punti) e Paesi Bassi (41%, -16 punti). Inoltre, i Paesi che hanno registrato il calo maggiore dallo scorso anno nella loro quota di consumatori attenti all’ambiente sono Malesia (62%, -23 punti), Spagna (53%, -23 punti), Polonia (49%, -23 punti) e Francia (52%, -21 punti).

Sostenibilità e azioni individuali

A livello internazionale, le azioni individuali più comunemente intraprese per contrastare il cambiamento climatico sono il riciclaggio o il compostaggio, citato, in media, dal 46% degli intervistati nei 29 Paesi esaminati, il risparmio energetico in casa (43%), ridurre lo spreco alimentare (41%) e il risparmio di acqua (41%). Gli intervistati italiani menzionano le medesime azioni, ma con un ordine di priorità diverso. Al primo posto si posiziona il riciclaggio o il compostaggio (50%), ridurre lo spreco alimentare (47%), il risparmio di acqua in casa (45%), e il risparmio energetico (38%). A livello internazionale le donne sono generalmente più propense degli uomini ad aver cambiato i propri comportamenti, soprattutto in termini di riduzione dello spreco alimentare (46% vs. 36%), risparmio di acqua (46% vs. 36%), diminuzione di nuovi acquisti (36% vs. 26%) e diminuzione di prodotti con molti imballaggi (33% vs. 25%).

Commenti disabilitati su Il cambiamento climatico modifica il comportamento dei consumatori

Filed under Varie

Cybercrime, le nuove truffe sfruttano il successo di Squid Game

Il successo della serie coreana è planetario: in pochissimo tempo, Squid Game ha totalizzato su Netflix ben 111 milioni di spettatori, battendo tutti i record tra i titoli più visti sulla piattaforma. Il terribile “Gioco del Calamaro”, però, non deve generare inquietudine solo quando lo si guarda sullo schermo, ma pure quando online ci si imbatte in qualcosa che lo richiama. Proprio così: come l’esperienza insegna, i criminali informatici sfruttano le mode del momento per inventare sempre nuove truffe ai danni degli ignari utenti o fan. Sono stati gli esperti di Kaspersky a scoprire le   minacce più comuni e sofisticate relative a Squid Game, che comprendono Trojan, adware e offerte di phishing per costumi di Halloween ispirati alla serie.

Episodi e giochi da scaricare

Tra i pericoli più diffusi, sono stati individuati Trojan-downloader in grado di installare programmi dannosi, ma anche diversi Trojan e adware. Uno degli schemi di truffa analizzati dava la possibilità agli utenti di visualizzare la versione animata di un finto gioco online tratto dalla serie e, contemporaneamente lanciava un Trojan che, agendo di nascosto, rubava dati dai vari browser degli utenti per indirizzarli ai server degli attaccanti. Inoltre, gli esperti hanno osservato che veniva creato un collegamento ad una delle cartelle per consentire agli attaccanti di lanciare il Trojan ogni volta che veniva avviato il sistema. Lo stesso scherma viene utilizzato a fronte dell’offerta di scaricare episodi gratis. Meglio non fidarsi di canali non ufficiali. 

Giochi a tema che fanno… perdere

Oltre alle pagine di phishing più “tradizionali” che offrono gli episodi di Squid Game in streaming, Kaspersky ha anche trovato diversi siti che offrono di competere in una versione online del gioco per provare a vincere un premio di 100 BNB (Binance Coin). Inutile dire che gli utenti non riceveranno mai la ricompensa promessa e si ritroveranno a perdere i propri dati o a scaricare malware sui loro dispositivi.

Come proteggersi dai rischi

Oltre a installare sempre le versioni aggiornate dei software di sicurezza, gli utenti dovrebbero verificare l’autenticità dei siti web prima di inserirvi dati personali, e utilizzare solo siti ufficiali per guardare o scaricare film. Inoltre, vanno sempre controllati i formati degli URL e l’ortografia del nome dell’azienda. Infine, quando si tratta di puntate della serie, occorre prestare attenzione alle estensioni dei file che si scaricano: un file video non avrà mai un’estensione .exe o .msi.

Commenti disabilitati su Cybercrime, le nuove truffe sfruttano il successo di Squid Game

Filed under Varie

Milano è prima per valore aggiunto, ma le province sono in rosso

A Roma e Milano si produce il 19,7% dell’intera ricchezza del Paese (+2% rispetto al 2000), con le prime 20 province che concentrano il 55,4% di tutta la ricchezza prodotta. Ma se Milano con 47.945 euro si conferma prima nella classifica provinciale per valore aggiunto pro-capite, staccando la capitale di 7 posizioni, tutte le province hanno chiuso il 2020 con il segno meno davanti al dato sul valore aggiunto. È quanto emerge dall’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere sul valore aggiunto provinciale del 2020 e i confronti con il 2019, una delle attività storiche di misurazione dell’economia dei territori realizzata dal sistema camerale.

Più penalizzati i territori industriali di piccola impresa

Milano si conferma quindi al primo posto della classifica italiana provinciale per reddito pro-capite, con quasi 47mila e 500 euro per abitante (indice Italia =100, pari a 189,5), e rafforza il suo margine di vantaggio con la seconda in classifica, Bolzano (156,8), con uno scarto che sfiora il 21%, mai così alto dal 2012 a oggi. Segue, in terza posizione, Bologna (140,7). Le economie territoriali a più alta presenza di imprese con meno di 50 addetti, che sono la dorsale del nostro sistema Paese, fra il 2019 e il 2020 hanno registrato le perdite più consistenti di reddito prodotto, pari a -7,5%. In particolare, in quest’ambito fanno registrare perdite più significative di valore aggiunto Pistoia (-9,0%), Prato (-9,5%), Fermo (-7,3%), Barletta-Andria-Trani (-10,6%) e Sud Sardegna (-9,5%), riporta Askanews.

Le province del Sud mostrano migliore capacità di resilienza

Quanto alle aree del Paese, a causa dell’effetto Covid a soffrire di più sono stati il Nord (-7,4%) e le aree a maggiore vocazione industriale (-7,9%), in particolare, dove insistono i sistemi della moda e della cultura, quelle a più elevata presenza di piccole imprese (-7,5%) contro una media nazionale del -7,1%. Sul fronte opposto, pur in un contesto di generale contrazione, migliore capacità di resilienza hanno mostrato le province del Sud (-6,4%), con 8 province su 10 che mostrano riduzioni più contenute, oltre ad alcune province fra quelle che hanno una elevata concentrazione di imprese che investono nel Green o che sono caratterizzate da una forte importanza della Blue economy. Una più elevata incidenza si rileva nella Pubblica Amministrazione.

L’effetto Covid non ha risparmiato nessuna provincia italiana

“L’effetto Covid non ha risparmiato nessuna provincia italiana, ma senza la tenacia delle nostre imprese unita ai provvedimenti del governo le perdite del valore aggiunto che abbiamo registrato sarebbero state ben più importanti – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete -. E anche il sistema camerale con le iniziative messe in atto ha certamente contribuito a contenere i danni causati dal lockdown, restando vicino alle imprese e ai territori – aggiunge il presidente Unioncamere -. Per questo è importante mettere a terra le iniziative previste dal PNRR e in questo le Camere di commercio con la loro rete radicata nei territori possono essere uno strumento eccezionale”.

Commenti disabilitati su Milano è prima per valore aggiunto, ma le province sono in rosso

Filed under Varie

Google potenzia le ricerche con l’AI: in arrivo l’algoritmo Mum

Google vuole potenziare ulteriormente il suo motore di ricerca, e spinge l’acceleratore sull’Intelligenza Artificiale. Questa volta la parola chiave è Mum, acronimo di Multitask Unified Model, un nuovo algoritmo in grado di fornire risultati anche alle richieste più complesse in termini di contenuti, video e immagini.
“Oggi ci sono più informazioni accessibili rispetto al passato e i progressi nell’Intelligenza Artificiale trasformeranno radicalmente il modo in cui utilizziamo tali informazioni”, spiega Prabhakar Raghavan, Senior Vice President di Google in occasione dell’evento annuale in streaming Search On.

Una modalità di ricerca ‘inquadra-e-chiedi’

Tante sono le novità di Google presentate durante Search On, e che arriveranno nei prossimi mesi per tutti gli utenti del motore di ricerca. La prima riguarda la ricerca per immagini attraverso Lens, l’app lanciata nel 2017. Più in particolare, basterà toccare l’icona dell’app per inquadrare la foto di ciò che stiamo cercando, come ad esempio una bici o una maglietta, per chiedere a Lens di trovare qualcosa simile o di averne una descrizione dettagliata. Si tratta di una modalità di ricerca ‘inquadra-e-chiedi’, che potrà rendere più facile anche trovare il punto esatto all’interno di un video che ci interessa.
Quanto ai video, il nuovo algoritmo Mum consentirà di trovare argomenti correlati all’interno di un un filmato, anche quelli che non sono esplicitamente menzionati. Questo è possibile “in base alla comprensione avanzata delle informazioni nel video”, spiega Google.

Ulteriori miglioramenti visivi in arrivo nei prossimi mesi

La prima versione di questa funzione verrà lanciata nelle prossime settimane, “con ulteriori miglioramenti visivi in arrivo nei prossimi mesi”, sottolinea ancora Google. I progressi nell’Intelligenza Artificiale, porteranno poi anche a una pagina di Ricerca rinnovata e più visiva, che comprenderà la funzionalità ‘Cose da sapere’, per approfondire nuovi argomenti, anche personalizzandoli a seconda dell’utente. D’altronde, lo slogan scelto per promuovere l’appuntamento annuale dedicato alle novità quest’anno è: ‘Ogni risposta porta a una nuova domanda’.

Su Google Maps anche il dettaglio degli incendi e le informazioni sul clima

Arrivano poi su Google Maps anche il dettaglio degli incendi e delle informazioni sul clima, ma anche la possibilità per chi non ce l’ha di avere un proprio indirizzo grazie all’app Address Maker. Il test è già partito in alcune comunità africane, riporta Ansa. 
“Con l’Intelligenza artificiale di Google e le informazioni sulla mappatura – aggiunge ancora la società di Mountain View durante l’evento Search On -, le persone e le organizzazioni di tutto il mondo possono accedere a informazioni utili e affidabili, necessarie per fare progressi nell’affrontare sfide globali come il cambiamento climatico”.

Commenti disabilitati su Google potenzia le ricerche con l’AI: in arrivo l’algoritmo Mum

Filed under Innovazione

Design, i nuovi trend emersi al Salone del Mobile

Più che trend sono mega trend, e riguardano tutte le sfere dell’abitare. Dall’ultimo Salone del Mobile di Milano sono emersi diverse tendenze che impatteranno – o che già lo fanno – sul nostro modo di abitare. Dopo la pandemia, si sono innescati importanti cambiamenti in tutte le sfere della nostra vita, e ovviamente il design e l’arredamento non fanno eccezione. Dalla sostenibilità alla tecnologia, passando per concetti più nuovi come la biofilia, ecco cosa dicono gli esperti del settore, secondo un’indagine condotta tra i professionisti e riportata da Ansa.  

Sostenibilità a 360 gradi e biofilia

Tema forte in tutti gli ambiti, la sostenibilità riguarda moltissimo tutta la filiera del settore arredo. Da qui nasce la volontà di proporre soluzioni e prodotti che presentano una percentuale più alta di materiali riciclabili, per esempio, o rappresentano il risultato di un percorso di innovazione interna delle aziende della propria filiera per contenere il consumo di energia e di risorse. La tendenza è trasversale e coinvolge diverse categorie di prodotti: pergole fotovoltaiche per esterni, rivestimenti attivi, cucine e bagni realizzati in materiali riciclabili. In questo contesto si inserisce anche la biofilia, ovvero la presenza di verde negli oggetti che ci circondano tutti i giorni. D’altronde, non è un segreto che le piante negli ambienti migliorano il nostro benessere, contribuendo a ridurre lo stress e ad aumentare la produttività. Cresce quindi a tutti i livelli il desiderio di una connessione più forte, fuori e dentro la casa, con la natura.

Tinte accese e leggerezza

Il bianco non passa mai di moda, insieme alla palette delle tinte naturali. Però il 2021 è anche l’anno dei colori forti, come quelli primari affiancati fra loro, così come è il momento della leggerezza. Un trend che si traduce in linee sottili per arredi e complementi, che non ingombrano lo spazio ma anzi contribuiscono a creare una sensazione di pulizia e ordine. Sono leggere anche le soluzioni proposte per dividere le stanze della casa – ad esempio pareti mobili o scorrevoli – una necessità emersa proprio co l’avvento dello smartworking e della Dad. Anche gli open space devono consentire di separare gli spazi secondo necessità.

Ordine e tecnologia invisibile

Ci si rilassa meglio, in casa, se tutto è in ordine e se non vediamo pile di oggetti ad ogni sguardo. Anche per questo prendono sempre più piede arredi trasformabili che “spariscono” alla vista. Anche la tecnologia diventa funzionale a rendere la vita in casa più semplice: ad esempio nei bagni debuttano  percorsi di mindfulness o sistemi come la cromoterapia. In cucina, gli elettrodomestici diventano sempre più ‘programmabili’, in modo da rendere la quotidianità più facile e, in parallelo, partecipare al contenimento dei consumi energetici. 

Commenti disabilitati su Design, i nuovi trend emersi al Salone del Mobile

Filed under Varie

La transizione verso il Food&Beverage Bio passa per il packaging sostenibile

Le vendite di prodotti biologici negli ultimi dieci anni sono cresciute del 133%, raggiungendo a luglio 2021 un valore di 4.573 miliardi di euro, dei quali 3.872 nel mercato domestico. E circa 23 milioni di famiglie italiane, l’89% del totale, almeno una volta nell’ultimo anno hanno acquistato Food&Beverage Bio. I prodotti bio sono una componente strutturale del carrello della spesa degli italiani, e le azioni a favore della sostenibilità che le imprese portano avanti si hanno ripercussioni sempre maggiori sul settore agroalimentare italiano. Cresce infatti l’impegno alla transizione a un packaging sostenibile, che abbandona la plastica vergine/monouso a favore di materiali riciclati e riciclabili oppure ottenuti da fonti rinnovabile.

Cosa guida la scelta nell’acquisto di un prodotto bio?

Per comprendere queste dinamiche Nomisma ha realizzato per Assobio un’analisi di 6 case history aziendali, che hanno consentito di mettere a fuoco il percorso di adozione di un packaging sostenibile nell’impresa e i relativi costi. E se le imprese vanno incontro alle nuove richieste del consumatore, che nella scelta di un prodotto bio privilegia innanzitutto due driver, l’origine (42%) e le caratteristiche del packaging (21%). In relazione alle caratteristiche della confezione, gli aspetti più considerati riguardano l’effettiva sostenibilità dei materiali, la preferenza verso uno specifico materiale impiegato, alla leggerezza e all’essenza di eccessi di imballaggio, fino alle confezioni plastic free, cui si sommano le informazioni in etichetta e sull’impatto ambientale del prodotto.

Gli ostacoli all’adozione di un packaging più sostenibile 

Questo scenario di adozione di un packaging più sostenibile si confronta con l’aumento dei prezzi delle materie prime e con le complessità di adeguamento tecnologico delle linee produttive, a fronte di una non immediate e automatica disponibilità a pagare un differenziale di prezzo da parte del consumatore. “Questi sforzi sono premiati dal consumatore – afferma Ersilia Di Tullio, senior project manager di Nomisma – che posto a scegliere fra la precedente confezione e quella più sostenibile dichiara una netta preferenza per quest’ultima: l’85% sceglie, infatti, il nuovo packaging sostenibile, il 9% dichiara di preferire il precedente e il 6% non rileva alcuna differenza”.

L’etichetta deve rendere esplicito al consumatore il valore aggiunto

“La vera sfida, in un mondo di etichette sempre più ricche di informazioni e di claim – dichiara Silvia Zucconi, responsabile Market Intelligence Nomisma -diventa quindi quella di comunicare in maniera chiara e immediata la sostenibilità del packaging, rendendo esplicito al consumatore il valore aggiunto, per l’ambiente e per la collettività, che deriva dalla scelta quotidiana di consumare prodotti sostenibili per metodo di produzione e per caratteristiche dei materiali della confezione”.

Commenti disabilitati su La transizione verso il Food&Beverage Bio passa per il packaging sostenibile

Filed under Innovazione

Pmi verso la resilienza grazie al Next Generation Eu

Il piano di rilancio Next Generation Eu è un mezzo fondamentale per lo sviluppo post-pandemico, “soprattutto per le Pmi – spiega Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader – al fine di sostenere la loro crescita e resilienza e favorire il posizionamento competitivo anche sui mercati internazionali”.
Secondo il report La nuova generazione di Aziende Private – Il percorso verso la resilienza e le opportunità del Next Generation Eu, di Deloitte Private, l’elemento che concorre alla resilienza delle Pmi è la tecnologia, e come priorità strategica la trasformazione digitale.

Attribuire un ruolo primario alla digitalizzazione

Secondo Deloitte Private, il tessuto produttivo italiano attribuisce un ruolo primario alla digitalizzazione, spinta proprio dalla crisi pandemica, con un aumento del 23%. Nell’ultimo anno però il fatturato delle Pmi si è contratto in media del 10,6% e i margini operativi lordi hanno registrato una contrazione stimata al 22,8%, rischiando di metterne a repentaglio la resilienza. 
Potenziare le Pmi significa quindi “tutelare le eccellenze del nostro Paese, incluso il Made in Italy dove spesso la frammentazione e le ridotte dimensioni dei player hanno portato nel lungo periodo a problemi di competitività e tensione patrimoniale, soprattutto in quei settori dove sono più rilevanti le economie di scala e la capacità di investimento” aggiunge Lanzillo. 

La sostenibilità è un driver fondamentale per il rilancio verso il New Normal

“A determinare il carattere di resilienza delle imprese italiane – sottolinea Lanzillo – concorrono anche i temi di sostenibilità e di riduzione delle emissioni, seppur a differenti livelli: da chi è ancora in fase di implementazione iniziale (41%), a chi a metà processo (35%) o addirittura è maturo su queste tematiche (6%). Più della metà delle aziende italiane che hanno partecipato alla ricerca Deloitte dal titolo Connect for Europe: Next Generation Eu, ritiene la sostenibilità ambientale un driver fondamentale per il rilancio verso il New Normal. Nello specifico, oltre a migliorare la responsabilità sociale (37%) e fornire un contributo concreto alla realizzazione di un’economia circolare (31%), le aziende vedono nello sviluppo di progetti di sostenibilità ambientale anche una strada per coniugare i benefici ambientali a un netto potenziamento della performance aziendale.

Indirizzare il piano strategico verso le priorità del PNRR

Il PNRR, riporta ftaonline.com, con le proprie direttrici di azione concentrate su digitalizzazione, sviluppo tecnologico, sostenibilità e sussidiarietà, può contribuire a facilitare il raggiungimento di livelli di resilienza elevata anche alle imprese oggi categorizzate come a media o bassa resilienza. Conoscere i provvedimenti normativi che verranno adottati nel contesto della realizzazione delle priorità del PNRR, potrà quindi costituire un elemento di vantaggio competitivo. Questo, se le aziende sapranno indirizzare i piani strategici di breve e medio termine verso le priorità favorite dai finanziamenti del Piano, o i provvedimenti dedicati.

Commenti disabilitati su Pmi verso la resilienza grazie al Next Generation Eu

Filed under Innovazione

La prima preoccupazione per i giovani del mondo? I cambiamenti climatici

Siamo abituati a sentir dire che i più giovani sono apatici e disinteressati a quanto succede attorno a loro. Beh, non è così: la Deloitte Global 2021 Millennial and Gen Z Survey, giunta alla sua decima edizione, rivela che le nuove generazioni sono attente ai problemi globali e soprattutto vogliono cambiamenti che possano portare a un mondo più equo e sostenibile. Si tratta di una tendenza globale, dato che i risultati sono simili anche se il sondaggio è stato condotto su oltre 23.000 intervistati in tutti i Paesi del globo (800 in Italia).

I temi che stanno più a cuore agli italiani 

“Ambiente, disoccupazione e salute sono i tre grandi temi che preoccupano i Millennial e la GenZ in Italia. A un anno dall’inizio della pandemia i Millennial italiani sono preoccupati per le prospettive lavorative e finanziarie, mentre cresce l’attivismo della GenZ, che porta con sé una maggiore attenzione per il tema ambientale, ma anche una nuova sensibilità sulle discriminazioni legate al genere, all’etnia e all’orientamento sessuale” precisa il rapporto. Al sondaggio hanno risposto i cosiddetti Millennial (nati tra il 1983 e il 1994) e GenZ (nati tra il 1995 e il 2003) in Italia e nel mondo.

Gli italiani più sensibili ai temi ambientali

Dalla stessa ricerca emerge come i ragazzi italiani, sia GenZ sia Millennial, siano più sensibili della media globale sul tema ambientale ma, allo stesso tempo, siano più scettici sulla probabilità che le persone, dopo la pandemia, si impegneranno ad agire sulle questioni ambientali. A crederci, infatti, è solo il 23% dei Millennial italiani contro il 37% dei Millennial nel mondo e il 31% della GenZ italiana contro il 40% della GenZ nel mondo. Inoltre, il 49% dei Millennial e il 48% della GenZ del nostro Paese pensa che abbiamo già raggiunto il punto di non ritorno ed è troppo tardi per contrastare il cambiamento in corso.

Il messaggio alle aziende

“Dalla Millennial&Gen Z Survey emerge chiaramente che i giovani sono sempre più preoccupati per la situazione ambientale e sono molto critici verso i leader, sia politici sia aziendali, che hanno affrontato la questione finora. Come dimostra il report dell’Ipcc pubblicato lunedì 9 agosto, i ragazzi esprimono una preoccupazione legittima e fondata. Per questo anche le istituzioni e le imprese devono iniziare ad affrontare il cambiamento climatico come una minaccia serie e imminente” ha commentato Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia. “In particolare, per le imprese italiane non solo ci sarà bisogno di una conversione di prodotti e servizi nel segno della sostenibilità, ma sarà anche vitale riuscire a includere nelle proprie strategie di lungo periodo i rischi legati al cambiamento climatico. Non farlo potrebbe avere costi elevatissimi, e quasi certamente superiori a quelli che stiamo pagando per la pandemia da Covid-19”.

Commenti disabilitati su La prima preoccupazione per i giovani del mondo? I cambiamenti climatici

Filed under Varie