Compravendita case di lusso Monza e Brianza

Muoversi nel mercato immobiliare è davvero molto difficile per un non addetto ai lavori, e riuscire a vendere e acquistare casa comporta il dover far fronte ad un gran numero di pratiche e burocrazia, per cui è meglio affidarsi ad aziende specializzate così da avere qualcuno che svolga il lavoro al posto nostro, consentendoci di dormire sonni tranquilli. Le case di lusso, le ville e gli appartamenti prestigiosi a Monza e in Brianza sono in cima ai desideri di tanti, data l’assoluta bellezza e tranquillità della zona, e coloro che desiderano individuare la soluzione più adatta alle esigenze proprie e dalla famiglia preferiscono affidarsi a chi conosce bene il settore e può fornire soluzioni d’alto profilo e un supporto costante.

Da oltre trent’anni, l’agenzia immobiliare Giordano Mischi è il punto di riferimento per quanti sono alla ricerca di abitazioni di lusso a Monza e in Brianza, fornendo un servizio efficiente e un’assistenza continua dall’inizio alla fine della procedura d’acquisto o vendita dell’immobile individuato. Se sei dunque alla ricerca di una agenzia immobiliare a Monza, Giordano Mischi è sicuramente la scelta migliore che tu possa fare: da sempre sinonimo di affidabilità e trasparenza, l’agenzia vanta un team di consulenti qualificati e competenti,  in grado di individuare la soluzione ideale per ciascuno fornendo un supporto costante.

Il  team è inoltre continuamente aggiornato sulle normative e dinamiche di mercato, così da offrire sempre il miglior servizio possibile di vendita o acquisto di immobili. Per questa rinomata agenzia infatti, la cosa più importante è la soddisfazione del cliente, e per questo motivo adopera il massimo dell’attenzione in tutte le fasi del processo di acquisto  o vendita. Acquistare o vendere un appartamento o villa di lusso è un impegno che richiede notevole cura per i particolari e un piano strategico ben definito: l’agenzia  Giordano Mischi propone per questo campagne pubblicitarie di alto profilo in base alle richieste ed esigenze del cliente, ricerche di mercato personalizzate, studio dei canali più appropriati per concludere la compravendita positivamente, un rendiconto periodico dell’andamento delle strategie attuate e delle visite effettuate dai potenziali clienti. L’agenzia immobiliare Giordano Mischi è dunque una certezza per chi ha necessità di acquistare e vendere immobili di lusso a Monza e Brianza, la risorsa ideale per soddisfare le esigenze di tutta la famiglia.

Commenti disabilitati su Compravendita case di lusso Monza e Brianza

Archiviato in Innovazione

Pedrazzini Arreda: cucine da vivere

L’importanza che l’ambiente della cucina riveste all’interno di una casa è radicalmente cambiato negli ultimi anni, e da luogo in cui vengono semplicemente preparati i pasti, essa è diventata luogo in cui intrattenere gli ospiti, ricevere visitatori e trascorrere del tempo guardando la tv o leggendo un libero.

La cucina è insomma ormai diventata un ambiente polifunzionale, e da qui nasce l’esigenza di un design che sia sempre il più ricercato ed il più personalizzabile possibile. Cercare di dare il proprio “tocco”, la propria impronta, è oggi infatti una priorità assoluta per chi tiene particolarmente a presentare agli ospiti un ambiente che racconti qualcosa di sé, che mostri in maniera tangibile l’impegno e l’amore che si sono adoperati nella scelta delle soluzioni adottate

 Per chi è così attento ai particolari, e desidera avere una cucina dal grande design e bella da vivere, la soluzione perfetta in Lombardia ha un solo nome: Pedrazzini Arreda. Questa importante azienda, il cui showroom si trova in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese, rappresenta tutto lo stile, l’eleganza, la qualità, la praticità delle cucine made in Italy, ed è esclusivista di zona dei marchi Veneta Cucine e Arredo 3. Grande cura per i particolari, passione per questo lavoro ed una serie di ottimi servizi al cliente fanno di Pedrazzini Arreda la prima scelta in fatto di cucine Milano. Il cliente ha la possibilità di usufruire della consulenza di esperti progettisti che potranno dare un valido contribuito nella scelta e nell’individuazione delle migliori soluzioni, fornendo al tempo stesso fedeli anteprime di ciò che sarà la vostra cucina grazie a sofisticati software di settore.

Un team di installatori e falegnami si occuperà invece di installare la tua nuova cucina consegnandola completa di tutto, perfino degli allacci idrici ed elettrici, per consentirti da subito di vivere la tua nuova cucina.

Commenti disabilitati su Pedrazzini Arreda: cucine da vivere

Archiviato in Varie

Go Leisure | Gonfiabili per Bambini

I giochi gonfiabili sono in grado di cambiare letteralmente volto al vostro giardino o ad un’area adibita a spazio ludico per bambini: sono colorati, belli da vedere, invitanti per i piccoli ma soprattutto sicuri. Go Leisure è una azienda con grande esperienza nel settore, e da oltre 20 anni realizza splendidi gonfiabili per la gioia dei bimbi. Ogni prodotto è interamente personalizzabile e può essere realizzato sulle base delle indicazioni del cliente, anche riguardo il tema e l’aspetto, tenendo al tempo stesso conto delle necessità di spazio legate al luogo in cui il gioco sarà ubicato. Esistono giochi gonfiabili davvero per tutti i gusti e di tutti i tipi, per regalare ai vostri bambini ed i loro piccoli amici ore di puro divertimento: pensate ad esempio ai divertentissimi scivoli gonfiabili che Go Leisure realizza, tutti a tema diverso, o gli splendidi saltarini.

E cosa dire delle piramidi o montagne da scalare, del calcetto saponato, del calcio balilla umano e dei calci di rigore? Questi prodotti, realizzati con i migliori materiali e lavorati con la massima attenzione, garantiranno la più totale sicurezza dei bimbi durante il gioco, anche in caso di cadute accidentali, così che anche i genitori possano stare tranquilli nel sapere che i propri figli giocano all’interno di strutture progettate e realizzate tenendo in grande considerazione la loro incolumità. Lo staff Go Leisure si occuperà della fase di progetto, in considerazione degli spazi disponibili, e produrrà accurati rendering in modo da dare al cliente una precisa anteprima del gioco, prima che questo venga fisicamente realizzato.

Il prodotto finito verrà messo in opera dai tecnici Go Leisure per un prodotto che sarà consegnato a tutti gli effetti “chiavi in mano”, per la gioia dei più piccoli che potranno da subito prendere possesso del nuovo e fantastico gioco.

Commenti disabilitati su Go Leisure | Gonfiabili per Bambini

Archiviato in Innovazione

Web Marketing come la guerra

Il nostro nuovo sito, dedicato all’innovazione, lo inauguriamo con un articolo interessante scritto da WebSenior.

“Ci chiamano web agency, ma non amiamo definirci tali. Nel nostro sito ospitiamo un blog che non ha certo la pretesa di essere una vera e propria risorsa per gli addetti ai lavori, siano essi web designer, SEO specialist o altro, ma che rapprensenta semplicemente un tentativo di spingere chi lo legge al ragionamento. Per poter fare qualsiasi attività sul web, diciamo di web marketing, è fondamentale prima capire alcuni concetti basilari che devono costituire le fondamenta per ogni successivo investimento. Ecco, il nostro blog si propone di mettere ordine nella testa di chi vuole affacciarsi, seriamente, al mondo del web (chi ha detto finalmente?). Che per noi, oggi, significa andare in guerra. Mai sentito parlare del famoso saggio di Sun Tzu? Bene, le stesse logiche possono essere applicate al nostro mondo: se vuoi avere la certezza di  vincere la guerra, devi assicurarti il successo prima di iniziare il combattimento, prima di andare in battaglia. Devi, cioè, studiare le forze e le debolezze dei tuoi avversarti, conoscere i tuoi lati vincenti e quelli deboli, sorprendere i tuoi competitor e, non da ultimo, monitorare e controllare tutto ciò che accade, al fine di studiare al meglio la prossima mossa”.

Non male vero? Questa secondo noi è innovazione: innovazione filosofica, se vogliamo, ma un concetto se vogliamo nuovo nel mondo del web. Grazie quindi a WebSenior, web agency a Monza molto apprezzata per la sua competenza e professionalità, e che da poco si sta imponendo nel panorama degli addetti ai lavori in Brianza.

Commenti disabilitati su Web Marketing come la guerra

Archiviato in Innovazione

Pagamenti digitali a +24%

I pagamenti cashless sono sempre più utilizzati, e apprezzati. Tanto che nel 2021 si registra un aumento del valore complessivo del transato tramite carte di credito e delle transazioni effettuate rispetto all’anno precedente, che superano il numero di operazioni del 2019. Un altro dato interessante è che, nel contesto di continuo sviluppo dell’e-commerce, aumenta l’incidenza delle transazioni online che nei primi 6 mesi del 2022 arrivano a costituire il 24% delle operazioni complessive via carta opzione/rateale. Sono alcuni dei dati contenuti nella 20° Edizione dell’Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments curato da Assofin, Ipsos e Nomisma con il contributo di CRIF. Nel 2021 la ripresa post pandemia e l’operazione Italia Cashless hanno contribuito ad accelerare lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi contactless e mobile. Grazie alla ripresa dei consumi, alla fine delle restrizioni e alla ripresa di tutte le attività collegate ai servizi, il numero dei pagamenti effettuati con strumenti diversi dal contante a livello nazionale è cresciuto del +24%, incremento che sale a +29% se si considerano i pagamenti su POS con le sole carte di debito. 

Carte di credito
Quante sono le carte di credito in Italia? 15,2 milioni nel 2021, con un valore delle transazioni effettuate che si attesta nell’ordine di 84.6 miliardi di euro, dato in netta ripresa rispetto all’anno precedente, ma non ancora ai livelli del 2019. Rispetto al valore medio delle transazioni effettuate con carta di credito, dall’Osservatorio emerge una leggera diminuzione del valore medio a 62 euro a transazione con un calo nel corso degli anni osservati che ha ridotto gli importi medi del 19.5% rispetto ai 77 euro del 2017.

Carte di debito
Per quanto concerne l’utilizzo delle carte di debito, nel corso del 2021 si è assistito a un vero e proprio exploit. Il numero delle operazioni ha registrato una crescita importante rispetto al 2020 (+53.5%), confermata anche dai volumi complessivi che nel 2021 hanno sfiorato i 184 mld di euro. Occorre sottolineare come le carte di debito abbiano avuto un importante sviluppo favorito dal cashback di Stato e dalla piena ripresa delle attività e dei servizi.

Carte prepagate
Le carte prepagate, confermando le tendenze degli ultimi anni, continuano ad acquisire consensi anche nel 2021. Nel corso dell’anno passato, infatti, si registra un ulteriore aumento – spinto anche dallo sviluppo dell’e-commerce – del numero di operazioni pari al +34.7%, aumento che dà origine a un flusso transato di oltre 54.1 miliardi di euro (+26.6% sul 2020).

Carte opzione/rateali
Prosegue nel primo semestre 2022, dopo il rimbalzo del 2021, il trend di crescita delle carte di credito opzione/rateali (+16,8%). Come si legge nell’Osservatorio “Tale incremento risulta più marcato rispetto a quello del numero di transazioni effettuate, anche per via della ripresa delle spese delle famiglie nell’ambito del travel & entertainment”. Le carte opzione/rateali, che costituiscono la metà delle carte di credito attive sul mercato italiano, sono prevalentemente utilizzate in modalità a saldo (82% dei flussi). Solo il 18% fa riferimento a rateizzazioni. Di questi, i flussi rimborsati ratealmente con le carte opzione riguardano il 12% del totale e sono a loro volta ripartiti tra utilizzi via linea di credito e operazioni instalment (che permettono il finanziamento di una o più spese attraverso un piano di rimborso predefinito). Il restante 6% è relativo al valore delle transazioni con carte rateali “pure”.

Commenti disabilitati su Pagamenti digitali a +24%

Archiviato in Consigli per spendere

Dark Web: boom di dati personali rubati, +44,1% 

Nel 2022 il numero di account che hanno visto compromesse le proprie credenziali è significativamente aumentato, in combinazione con altri dati utilizzati da hacker e frodatori. Nella prima metà dell’anno in Italia sono stati 780.000 gli alert relativi ai dati rilevati sul dark web, +44,1% rispetto al semestre precedente, e oltre 70.000 quelli sull’open (-4,9%). Il maggior numero di persone allertate vive nel Lazio (21,5%) e in Lombardia (13,4%), e la maggior parte dei profili violati riguarda account di posta elettronica (27,0%) e siti di intrattenimento (21,0%). Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio Cyber realizzato da CRIF, l’Italia è al 14° posto assoluto tra i paesi più colpiti.

Dalle credenziali email all’indirizzo postale: i dati più rubati

Le attività degli hacker stanno quindi continuando con grande intensità nel 2022. Le credenziali rubate possono essere utilizzate per entrare negli account delle vittime, utilizzare servizi in modo abusivo, inviare email con richieste di denaro o link di phishing, inviare malware o ransomware per estorcere o rubare denaro. 
I dati personali degli utenti italiani che prevalentemente circolano sul dark web sono principalmente credenziali email, numero di telefono, e dominio email.
L’indirizzo postale poi sta diventando un dato personale particolarmente appetibile, perché consente di completare il profilo della vittima e geolocalizzarlo. Nel primo semestre del 2022 l’indirizzo postale completo è stato trovato in combinazione con un numero di telefono nel 70% dei casi.

Password: troppo banali per non essere hackerate

Il livello di vulnerabilità degli account è amplificato in modo esponenziale dall’uso di password estremamente banali. L’utilizzo di codici di accesso particolarmente semplici potrebbe sembrare un modo pratico per ricordarli, ma comporta un elevato rischio per la sicurezza. Le password restano tra le informazioni riservate che maggiormente circolano in modo indebito: spesso si tratta di combinazioni di numeri e lettere poco articolate (al primo posto della top 10 si colloca la sequenza ‘123456’). Ma se in Italia tra le password più comuni rintracciate sul dark web si trovano anche nomi propri e nomi di squadre di calcio, nel primo semestre 2022 compaiono anche ‘iloveyou’ e ‘secret. Tutti questi codici possono essere hackerati in un tempo limitatissimo.

Le combinazioni di dati aumentano il rischio

Quanto alle combinazioni principali tra i dati intercettati sul web, molto spesso le email (88,1% dei casi) e gli username sono associati a una password. E per quanto riguarda i dati personali, spesso al nome e cognome viene associato il numero di telefono (52,2% dei casi), in crescita del +251% rispetto al secondo semestre 2021.
Questa combinazione risulta particolarmente preziosa per i frodatori, specie per i tentativi di smishing o sim swapping. Il numero di telefono, quando associato alla password (33,7% dei casi), aumenta considerevolmente il livello di vulnerabilità. Infine, relativamente ai dati delle carte di credito, nel 95,9% dei casi, oltre al numero della carta, sono presenti anche cvv e data di scadenza.

Commenti disabilitati su Dark Web: boom di dati personali rubati, +44,1% 

Archiviato in Innovazione

Per i consumatori il cambiamento climatico farà aumentare ancora le bollette 

Quasi 9 consumatori su 10 a livello mondiale (l’86%) pensano che il cambiamento climatico porterà all’aumento della bolletta energetica, e per 7 su 10 (72%) è una priorità personale ridurre l’impronta di carbonio. Lo ha scoperto uno studio di Schneider Electric. Secondo lo studio, oltre la metà degli intervistati (55%) ritiene importante che gli edifici in cui vivono diventino ‘net zero’, anche se meno di un terzo (31%) pensa che questo possa veramente accadere. Il 55%, poi, è convinto che sia responsabilità degli individui combattere il cambiamento climatico.

“Il futuro è davvero nelle nostre mani”

“L’aumento dei prezzi dell’energia e un costo della vita più alto che mai, unito al numero crescente di veicoli elettrici su strada e di device alimentati con energia elettrica, rende la gestione dell’energia a livello residenziale una delle aree di maggiore importanza per i consumatori, per i costruttori, per le aziende e per i governi di tutto il mondo – commenta Jaap Ham, Associate Professor in the Industrial Engineering & Innovation Sciences all’Università della Tecnologia di Eindhoven -. I dati della ricerca mostrano che molti vogliono cambiare, ma sono pessimisti su quanto le loro scelte possano fare la differenza, mentre, in realtà, il futuro è davvero nelle nostre mani se rendiamo i luoghi dove viviamo più sostenibili con l’aiuto delle moderne tecnologie di gestione dell’energia”.

Cambiare ‘la dieta energetica’ degli edifici

“L’ostacolo più grande al cambiamento, oggi, sono i nostri schemi mentali – prosegue Ham -. Abbiamo come un blocco psicologico, che ci porta a sottrarci alla responsabilità di agire. La ricerca mostra che se adottiamo soluzioni intelligenti e digitali per combattere il ‘nemico invisibile’ negli sprechi del consumo e nella gestione dell’energia, se sostituiamo i combustibili fossili con elettricità da fonti pulite e intelligente cambiando ‘la dieta energetica’ degli edifici, possiamo vedere in concreto il contributo significativo che diamo alla lotta al cambiamento climatico. Inoltre, dovremmo poter fare il bene dell’ambiente senza compromessi sul benessere”.

Tecnologie smart per rendere più sostenibili le abitazioni

Costo della vita e la possibilità di gestire costi e consumi dell’energia sono i motivi principali che spingono i consumatori a investire in soluzioni smart e sostenibili. Il 40% degli intervistati infatti crede che le tecnologie per gli edifici smart possano aiutare a rendere più sostenibili le loro case. E oltre la metà (54%) si aspetta che i nuovi edifici residenziali siano equipaggiati con tecnologie smart home, +13% rispetto al 2020
Individui e famiglie sono disposti a spendere in media 1.995 euro nei prossimi 12 mesi per aumentare l’efficienza energetica, e chi ha già adottato tecnologie smart è disposto a spendere 2.613 euro, mentre chi non ne ha mai usate,1.079 euro. Le tecnologie più acquistate? Quelle per l’illuminazione e la regolazione della temperatura.

Commenti disabilitati su Per i consumatori il cambiamento climatico farà aumentare ancora le bollette 

Archiviato in Varie

Nel 2022 stangata da 53,5 miliardi di euro per le famiglie

Nel 2022 l’impennata dell’inflazione costerà alle famiglie italiane 53,5 miliardi di euro, +10,9 miliardi solo per gli alimentari. Anche sulle vacanze scatta però il salasso: per i trasporti 481 euro in più a famiglia, e se le tariffe dei biglietti aerei salgono del 160,2% gli alberghi il 15,8% in più. L’inflazione continua a essere, insieme alle bollette di luce e gas, la principale emergenza del Paese, con i prezzi che anche a luglio hanno fatto registrare rincari da record. Un salasso che colpisce gli italiani, indifesi di fronte agli incrementi dei listini che si abbattono su settori indispensabili come alimentari e trasporti.

Solo per la spesa alimentare si spendono quasi 10,9 miliardi di euro in più
Lo denuncia il Codacons, che ha elaborato uno studio per capire come l’inflazione registrata in Italia nei primi 7 mesi dell’anno si rifletta sui bilanci delle famiglie. Secondo l’Istat oggi il tasso di inflazione acquisita per il 2022 è pari al +6,7%: questo significa che proprio a causa dell’aumento di prezzi e tariffe, a parità di consumi gli italiani subiscono nel corso dell’anno un aggravio di spesa pari a complessivi +53,5 miliardi di euro per l’acquisto di beni e servizi rispetto al 2021. Solo per la spesa alimentare, la cui inflazione acquisita è pari al +7,5% nel 2022, le famiglie spendono in totale quasi 10,9 miliardi di euro in più.

Dai trasporti ai voli aerei tutto è più caro
Si apre poi il capitolo spinoso delle vacanze estive, con il settore del turismo colpito nell’ultimo mese da pesanti rincari, e il comparto trasporti che registra a luglio tariffe in aumento del +13,9% su base annua.
“Chi parte per andare in vacanza quest’anno dovrà mettere mano al portafogli – denuncia il Codacons -. Solo per la voce trasporti una famiglia si ritrova oggi a subire un salasso pari in media a +481 euro annui rispetto al 2021. A luglio le tariffe dei biglietti aerei internazionali sono infatti salite del +160,2% su base annua, i traghetti del 9,1%, la benzina è aumentata del 22,3% e il gasolio del 30,9%.

Vacanze estive 2022, le più salate degli ultimi anni 
Quanto ai pacchetti vacanza, salgono del 5,7%, mentre per dormire in un albergo si spende in media il 15,8% in più. Accelerano poi anche gli aumenti per bar e ristoranti, che a luglio hanno ritoccato i listini in media del +5%”. Insomma, secondo il Codacons “le vacanze estive del 2022 saranno ricordate come le più salate degli ultimi anni, con i prezzi e le tariffe del comparto schizzati alle stelle che rischiano di trasformare la villeggiatura in un lusso per ricchi e di impoverire ulteriormente una consistente fetta di popolazione”.

Commenti disabilitati su Nel 2022 stangata da 53,5 miliardi di euro per le famiglie

Archiviato in Varie

Abitare a Milano, la città più internazionale d’Italia

Molti dati confermano Milano come realtà internazionale, aperta e cosmopolita, ma è anche una delle città meno sicure, e i suoi abitanti lo percepiscono. Con una percentuale del 20%, la più alta rispetto a Torino e Roma, Milano è anche la città più aperta alle situazioni di affitto, con un’altissima propensione ad affittare soprattutto dopo un’esperienza positiva in passato (24%) o per il piacere di condividere la casa con altre persone e non stare soli (32%). Ed è netta la preferenza per affittuari giovani e lavoratori (65%). Il capoluogo lombardo si dimostra anche la città più ricca rispetto a Roma e Torino, rispondendo con il dato più basso (38%) al criterio di affitto al fine di avere un reddito ulteriore.

Sul podio per gli affitti a inquilini non italiani
Lo confermano i dati della ricerca di Spotahome condotta da AstraRicerche su un campione di residenti a Torino, Milano e Roma. Milano è sul podio anche per la volontà di affittare a europei non italiani (23%) e nordamericani (11%), mentre le percentuali di sudamericani (2%) e asiatici (4%) sono basse. A Milano, si segnala una preferenza per affittare le case ad anglofoni rispetto a italiani (24% rispetto al 21% di Torino e il 19% di Roma), mentre il dato relativo alla ricerca di affittuari parlanti italiano risulta il più basso delle tre città (60% rispetto a Torino e Roma, entrambe al 64%).

Come trasformare la ricerca degli inquilini in un’avventura senza intoppi
Interessante anche un altro dato, l’unico negativo nei confronti della propensione all’affitto: la sicurezza. Il motivo per non mettere in affitto la propria casa a Milano (24%) sarebbe la paura per sé stessi e le proprie cose. Risulta quindi necessario un servizio che risponda a queste esigenze e risolva questa problematica. E Spotahome offre un servizio sicuro, digitale e internazionale ideale per chi vive a Milano. Adatto, quindi, sia per chi cerca una casa in affitto sia per i proprietari che vogliono affittare casa, in modo da trasformare la ricerca di inquilini o una sistemazione in un’avventura senza intoppi.

Addio truffe e persone non interessate agli annunci
In particolare, il sistema offre un servizio gratuito di upload di foto e video veritieri e in alta definizione, scattati e girati da un team di professionisti, su una piattaforma sicura, sulla quale l’identità degli inquilini viene preventivamente controllata. Ma cosa è più richiesto a Milano? Sono ritenuti fondamentali servizi come la gestione check-in/check-out, manutenzione e pulizia (47%), le visite virtuali (36%) e l’annuncio visibile in tutto il mondo (27%).

Commenti disabilitati su Abitare a Milano, la città più internazionale d’Italia

Archiviato in Varie

Meta cambia le modalità di accesso ai suoi visori VR eliminando Facebook

A partire dal mese di agosto 2022 Meta inizierà a introdurre una nuova tipologia di account, e cambierà la metodologia di accesso ai visori VR. La compagnia aveva già dato l’annuncio durante la conferenza virtuale Connect 2021: non sarà quindi più necessario accedere ai dispositivi Meta VR tramite un account Facebook, perché l’account Meta consentirà di accedere ai dispositivi VR e visualizzare e gestire le app acquistate in un unico luogo. Ma non sarà in alcun modo un profilo social. In pratica, il profilo Oculus degli utenti evolverà in Meta Horizon, i nuovi profili social attraverso i quali interagire nella VR e negli altri spazi in cui sarà possibile utilizzarli, come nel web. Si potrà anche scegliere come apparire agli altri utenti, personalizzando le informazioni come nome e avatar. 

Gli Amici diventeranno Follower

Gli utenti però avranno la possibilità di aggiungere il proprio account Facebook e Instagram all’account Meta, in modo da sbloccare esperienze connesse tra loro all’interno della realtà virtuale. Inoltre, gli ‘Amici’ diventeranno ‘Follower’, avvicinandosi quindi a quello che è il modello di Instagram. Il cambiamento è valido per i nuovi arrivati nella realtà virtuale di Meta: per chi avesse già unito il proprio account Oculus con quello Facebook, sarà necessario creare un account Meta e un profilo Meta Horizon corrispondente. Se l’accesso al proprio dispositivo VR è già stato effettuato, invece, sarà possibile mantenerlo fino al primo gennaio 2023.

Tre opzioni per la privacy del profilo: Aperto a tutti, Amici e familiari e Solo io.

Dopo quella data, per continuare a usare il visore serviranno l’account Meta e il profilo Meta Horizon Allo stesso tempo, Meta ha reso noto in che modo permetterà la personalizzazione della privacy nei suoi profili nel metaverso: con il prossimo aggiornamento, gli utenti troveranno un menu con tre opzioni per la privacy che saranno d’ausilio nello scegliere tra tre impostazioni: Aperto a tutti, Amici e familiari e Solo io. Dopo aver effettuato la scelta, gli utenti avranno l’opportunità di rivedere e confermare le impostazioni di privacy individuali nel modo desiderato, ma sarà comunque possibile modificare queste impostazioni in qualsiasi momento.

Anche la possibilità di impostare il profilo Meta Horizon come privato

Ci sarà anche la possibilità di impostare il proprio profilo Meta Horizon come privato, il che significa che all’utente verrà chiesto di volta in volta di esaminare e approvare le richieste di follow.
Una volta scelta questa opzione, riporta Adnkronos, la sezione follower sarà visibile solo ai follower stessi, mentre i non follower potranno vedere l’immagine del profilo, l’avatar, il nome utente e il nome visualizzato, il numero di follower e il numero di persone seguite. Anche con un profilo chiuso, gli utenti saranno sempre visibili e perciò sarà possibile ricevere richieste di follow. Le persone di età compresa tra i 13 e i 17 anni, invece, avranno i propri profili Meta Horizon impostati in automatico come privati.

Commenti disabilitati su Meta cambia le modalità di accesso ai suoi visori VR eliminando Facebook

Archiviato in Innovazione

Minacce informatiche: oltre 15 milioni di “armi” generate da attacchi DDoS 

La pandemia ha causato un picco di attacchi informatici, tra cui malware, ransomware e attacchi DDoS. Gli autori delle minacce hanno cercato di interrompere non solo i servizi su cui le persone fanno affidamento ogni giorno, come assistenza sanitaria, istruzione e finanza, ma anche le infrastrutture critiche, come le catene di approvvigionamento alimentare, i servizi pubblici e le agenzie governative. Di conseguenza, si è verificato un aumento delle “armi” (computer, server e dispositivi IoT) che possono essere utilizzate per lanciare questi attacchi. Secondo il DDoS Threat Report 2022 di A10 Networks, nella seconda metà del 2021 il team di ricerca sulla sicurezza ha tracciato oltre 15,4 milioni di armi DDoS, quasi triplicate rispetto ai 5,9 milioni del 2019.

Progressi significativi per intensità e portata dei crimini

L’intelligence di A10 Networks ha dettagliato l’uso di attacchi DDoS per interrompere infrastrutture e comunicazioni in Ucraina nel febbraio 2022, proprio quando la Russia ha lanciato il suo attacco di terra. Il team di ricerca ha monitorato anche progressi significativi nella portata e nell’intensità dei crimini informatici, evidenziando un aumento di oltre il 100%, anno dopo anno, di potenziali armi di amplificazione più oscure, tra cui Apple Remote Desktop (ARD), utilizzato nel conflitto Russia-Ucraina. Gli aggressori inoltre hanno sfruttato la nota vulnerabilità Log4j, di cui più del 75% ha avuto origine in Russia.

Le aziende devono adottare i principi Zero Trust

Il 21 marzo 2022 l’amministrazione Biden-Harris ha pubblicato una guida che esorta le organizzazioni statunitensi ad agire rapidamente per proteggersi dagli attacchi informatici e dalla guerra informatica parallela al conflitto Russia-Ucraina. La guida, pur rivolta alle aziende con sede negli Stati Uniti, esprime l’urgenza per le organizzazioni mondiali affinché rivalutino la loro posizione sulla sicurezza. Impiegare i principi di Zero Trust non solo può proteggere le reti, ma anche garantire che non siano utilizzate per lanciare attacchi. Le soluzioni di sicurezza di A10 per la protezione DDoS, l’ispezione TLS/SSL del traffico crittografato e le funzionalità di sicurezza dell’application delivery possono fornire politiche di Zero Trust basate sull’identità e sul contesto per un accesso controllato.

Aiutare le organizzazioni ad anticipare gli attacchi

“I recenti eventi – afferma Dhrupad Trivedi, president e ceo A10 Networks – sottolineano l’impatto spesso devastante che gli attacchi informatici hanno sui governi e sul business in tutto il mondo. A10 Networks traccia l’origine delle armi DDoS, oltre ad altri vettori di attacco, per fornire ai clienti informazioni utili sulle minacce. Questa è una componente critica di un quadro Zero Trust per aiutare le organizzazioni ad anticipare e mitigare meglio gli attacchi informatici, e per garantire che le reti non vengano inavvertitamente utilizzate per attività offensive”.
Per supportare ulteriormente le esigenze di cybersecurity dei clienti A10 ha aderito alla Microsoft Intelligent Security Association (MISA), un ecosistema di fornitori software indipendenti e fornitori di servizi di sicurezza che integrano le loro soluzioni per poter difendersi meglio dalle minacce crescenti.

Commenti disabilitati su Minacce informatiche: oltre 15 milioni di “armi” generate da attacchi DDoS 

Archiviato in Varie

PMI, la transizione digitale è soprattutto… per le grandi

In Italia, il digitale è un punto di forza per le PMI “Large” (cioè con fatturato sopra i 50 milioni di € o numero dipendenti superiore a 250), ma non ancora per quelle “tipiche”: 71% delle prime mostra, infatti, un profilo “convinto” o “avanzato”, rispetto al 50% delle PMI in senso stretto. Il digitale è considerato come un costo solo dal 2% delle Large (rispetto al 16% delle PMI), mentre, per il 61%, è lo strumento cardine per costruire il futuro dell’azienda (rispetto al 35% delle PMI). In entrambe le categorie, però, risulta ancora carente l’attività di formazione svolta per i dipendenti e per il management.
Questi sono alcuni dei dati presentati dall’Innovazione Digitale nelle PMI della School of Management del Politecnico di Milano*, in occasione del convegno “Innovazione digitale nelle PMI: uno, nessuno…ecosistema!”.

Le Filiere a confronto

Il mondo delle PMI è estremamente variegato e, provare ad illustrarlo nella sua interezza, può portare a conclusioni non sempre generalizzabili: sono state, quindi, individuate, in partnership con con InfoCamere, tre filiere – agroalimentare, arredo e moda – che coniugano l’importanza del Made in Italy con la necessità di mettere in evidenza la varietà di alcune caratteristiche (come dimensioni e numerosità).
Il settore agro-alimentare è il più numeroso, con 54mila imprese attive (3,9% della numerica di comparto). Le PMI rappresentano il 49% del fatturato complessivo di filiera (pari a circa 192 miliardi di €) con una media di 3,5 milioni di euro per ogni realtà, ed evidenzia una forte vocazione verso la micro-dimensione con una media di circa 18 addetti per impresa.
L’arredamento vede 8mila PMI attive (5,7% del comparto) ed esprime la dimensione più elevata sia a livello di fatturato, rappresentando la metà degli oltre 37 miliardi dell’intera filiera (con una media di 4,3 milioni di euro per ogni realtà) che in termini di addetti medi per impresa (23). La moda, invece, presenta 19mila imprese attive con un fatturato medio di 3,9 milioni di € (54% degli oltre 73 miliardi del comparto) e circa 22 addetti per impresa.

Le più interessate alla digitalizzazione? Le grandi

Dalle analisi risulta che il digitale sia un punto di forza delle PMI Large: il 71% mostra, infatti, un profilo convinto o avanzato, rispetto al 50% delle PMI. Si tratta di imprese che stanno cercando di riorganizzare i processi con l’ausilio del digitale e che dispongono internamente di competenze per l’innovazione. Solo il 29% delle PMI Large, invece, può essere ascritto alle categorie degli “analogici” e dei “timidi” (rispetto al 50% delle PMI). Queste imprese, infatti, sono ancora restie ad abbracciare la transizione digitale, mancando, soprattutto, di un approccio olistico e di una visione strategica di lungo termine.
Vi è una forte percezione dei vantaggi derivanti dal digitale: solo il 2% delle Ibride lo considera come un costo (rispetto al 16% delle PMI) mentre il 61% lo considera lo strumento per costruire il futuro dell’azienda (rispetto al 35% delle PMI). Il digitale costituisce un aspetto culturale di queste aziende, nelle quali esiste una maggiore consapevolezza digitale. È, però, ancora carente l’attività di formazione svolta per i dipendenti e per il management.

Commenti disabilitati su PMI, la transizione digitale è soprattutto… per le grandi

Archiviato in Innovazione

Reati online e identità digitale, gli italiani vogliono tutelarsi dai rischi

Chi ha già subito una violazione della propria identità digitale percepisce in misura maggiore la minaccia di un possibile furto dell’identità genetica, dell’accesso fraudolento ai profili social o la diffusione di propri dati sensibili come forma di ricatto. È quanto emerge da un sondaggio di Ipsos, condotto per Wallife, insurtech focalizzato sulla protezione dei rischi derivanti dal progresso tecnologico e scientifico. La ricerca, effettuata su un campione rappresentativo di 1.700 persone fra Italia, Francia e Germania appartenenti al cluster degli utenti adulti di internet, ha indagato quali sono i rischi connessi all’utilizzo del web e la propensione degli utenti all’acquisto di una copertura assicurativa.

Quasi un terzo degli italiani ha subito una forma di violazione digitale

In Italia, lo scenario disegnato da Ipsos evidenzia un dato rilevante: il 73% degli italiani prenderebbe in considerazione strumenti di protezione che coprano la violazione dell’identità digitale. Un’esigenza soprattutto tra i giovani adulti di età compresa tra i 35 e i 54 anni. Quasi un terzo della popolazione italiana dichiara poi di aver subito in prima persona una forma di violazione digitale. Le prime tre minacce che preoccupano maggiormente gli italiani sono subire un furto d’identità (41%), l’utilizzo improprio di metodi di pagamento online (39%), e l’accesso fraudolento al conto corrente online (34%).

Acquistare una polizza per proteggere il conto corrente online

Il bisogno di una copertura assicurativa è particolarmente sentito quando si parla di violazione del conto corrente online o del conto di trading online. Infatti, oltre la metà degli italiani (55%) si dichiara propenso all’acquisto di una polizza che preveda un rimborso in caso di eventuali danni. La percentuale sale al 73% se si includono anche altre casistiche, come l’accesso fraudolento al profilo social e la diffusione non autorizzata di dati sensibili sul web come fonte di ricatto. Tali minacce fanno innalzare la propensione a sottoscrivere una copertura assicurativa. E tra i metodi preferiti di acquisto delle polizze, le gift card sono ritenute un metodo semplice e innovativo da un terzo degli italiani (32%).

Cresce la consapevolezza dei rischi connessi all’uso del web

“Come emerge dall’indagine – commenta Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos – vi è sempre una maggiore presa d’atto dei rischi connessi all’uso del web rispetto ai quali, soprattutto chi è incappato in violazioni della propria identità digitale, manifesta un orientamento a forme di protezione. Le soluzioni a cui Wallife sta pensando vanno proprio nella direzione di conciliare un maggiore utilizzo del web con una maggiore tutela da situazioni potenzialmente rischiose”.
Ma se il progresso tecnologico è in continua evoluzione, “i vantaggi apportati dalla tecnologia devono però essere bilanciati da un incremento della sicurezza – aggiunge Maria Enrica Angelone, ceo di Wallife -. L’obiettivo di Wallife è ideare polizze assicurative che permettano ai consumatori di utilizzare le nuove tecnologie con maggiore tranquillità”.

Commenti disabilitati su Reati online e identità digitale, gli italiani vogliono tutelarsi dai rischi

Archiviato in Innovazione

Shopping online in Italia, spesa a 46 miliardi a fine 2022

Gli italiani non solo si dimostrano degli shopping addicted, ma soprattutto dei fan degli acquisti on line. Complice anche la pandemia, nel costo degli ultimi anni sono cambiati moltissimo i comportamenti ‘acquisto, tanto che sono sempre di più le persone che si affidano al web per le loro compere. Tanto che nell’ultimo trimestre 2022 sono stati ben 33,3 milioni gli italiani che hanno acquistato online, +9,6 milioni rispetto al periodo pre-pandemia, con una crescita del +14%, per un valore di 45,9 miliardi di euro. Con questi risultati la penetrazione dell’online sul totale acquisti Retail di prodotti e servizi nel corso dell’anno dovrebbe superare l’11%. Lo indica l’ultima indagine dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, che evidenzia come grazie ai segnali di ripresa già evidenziati lo scorso anno gli acquisti di prodotto hanno segnano un +10% rispetto al 2021, arrivando a 40 miliardi, mentre i servizi valgono 11,9 miliardi, +28% rispetto al 2021.Secondo l’Osservatorio eCommerce B2C a prevalere sono gli acquisti con sistemi di pagamento digitale al momento dell’ordine, che rappresentano quasi il 90% del totale, mentre scende l’uso di contante o bonifico, sia online sia nei negozi fisici.

Si compra utilizzando lo smartphone

Tra i vari device, è sicuramente o smartphone quello preferito per fare shopping on line. Non per niente il 55% del valore e-commerce del 2022, un dato in linea con l’anno passato, viene veicolato attraverso questo canale. “Siamo ormai andati ben oltre l’accezione dell’e-commerce inteso come ‘shopping online‘ – ha commentato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm -. Stiamo vedendo come questo settore abbia un impatto decisivo, non tanto in termini di penetrazione sul totale retail, bensì in quanto volano indispensabile per lo sviluppo dell’economia italiana”.

Il settore più dinamico è il Food&Grocery 

Fra i prodotti, i settori più maturi rallentano il proprio percorso di crescita, come l’Abbigliamento (+10% rispetto al 2021) e l’Informatica & Elettronica di consumo (+7%), mentre il Food&Grocery si conferma il comparto più dinamico anche nel 2022, con una crescita del +17% anno su anno. Quanto al mercato dei servizi, seppur ancora lontano dal valore 2019, cresce in seguito ai risultati incoraggianti del Turismo e trasporti (+33%) e degli Altri servizi (+35%), soprattutto grazie alle performance molto positive del Ticketing per eventi.

Un autentico ecosistema

“Per questo l’e-commerce rappresenta oggi un vero e proprio ecosistema, e come tale va trattato e regolamentato, secondo un approccio che tenga conto sia del contesto globale nel quale le imprese italiane operano, sia delle peculiarità che caratterizzano lo scenario digitale globale – ha aggiunto Roberto Liscia -. Siamo di fronte a un momento storico decisivo per la trasformazione dei modelli di business delle aziende, che devono rispondere con prontezza alle esigenze dei consumatori italiani, sempre più digitali, che non sono disposti a tornare indietro, ma che, anzi, chiedono un’esperienza di acquisto sempre più su misura”.

Commenti disabilitati su Shopping online in Italia, spesa a 46 miliardi a fine 2022

Archiviato in Innovazione