Compravendita case di lusso Monza e Brianza

Muoversi nel mercato immobiliare è davvero molto difficile per un non addetto ai lavori, e riuscire a vendere e acquistare casa comporta il dover far fronte ad un gran numero di pratiche e burocrazia, per cui è meglio affidarsi ad aziende specializzate così da avere qualcuno che svolga il lavoro al posto nostro, consentendoci di dormire sonni tranquilli. Le case di lusso, le ville e gli appartamenti prestigiosi a Monza e in Brianza sono in cima ai desideri di tanti, data l’assoluta bellezza e tranquillità della zona, e coloro che desiderano individuare la soluzione più adatta alle esigenze proprie e dalla famiglia preferiscono affidarsi a chi conosce bene il settore e può fornire soluzioni d’alto profilo e un supporto costante.

Da oltre trent’anni, l’agenzia immobiliare Giordano Mischi è il punto di riferimento per quanti sono alla ricerca di abitazioni di lusso a Monza e in Brianza, fornendo un servizio efficiente e un’assistenza continua dall’inizio alla fine della procedura d’acquisto o vendita dell’immobile individuato. Se sei dunque alla ricerca di una agenzia immobiliare a Monza, Giordano Mischi è sicuramente la scelta migliore che tu possa fare: da sempre sinonimo di affidabilità e trasparenza, l’agenzia vanta un team di consulenti qualificati e competenti,  in grado di individuare la soluzione ideale per ciascuno fornendo un supporto costante.

Il  team è inoltre continuamente aggiornato sulle normative e dinamiche di mercato, così da offrire sempre il miglior servizio possibile di vendita o acquisto di immobili. Per questa rinomata agenzia infatti, la cosa più importante è la soddisfazione del cliente, e per questo motivo adopera il massimo dell’attenzione in tutte le fasi del processo di acquisto  o vendita. Acquistare o vendere un appartamento o villa di lusso è un impegno che richiede notevole cura per i particolari e un piano strategico ben definito: l’agenzia  Giordano Mischi propone per questo campagne pubblicitarie di alto profilo in base alle richieste ed esigenze del cliente, ricerche di mercato personalizzate, studio dei canali più appropriati per concludere la compravendita positivamente, un rendiconto periodico dell’andamento delle strategie attuate e delle visite effettuate dai potenziali clienti. L’agenzia immobiliare Giordano Mischi è dunque una certezza per chi ha necessità di acquistare e vendere immobili di lusso a Monza e Brianza, la risorsa ideale per soddisfare le esigenze di tutta la famiglia.

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Pedrazzini Arreda: cucine da vivere

L’importanza che l’ambiente della cucina riveste all’interno di una casa è radicalmente cambiato negli ultimi anni, e da luogo in cui vengono semplicemente preparati i pasti, essa è diventata luogo in cui intrattenere gli ospiti, ricevere visitatori e trascorrere del tempo guardando la tv o leggendo un libero.

La cucina è insomma ormai diventata un ambiente polifunzionale, e da qui nasce l’esigenza di un design che sia sempre il più ricercato ed il più personalizzabile possibile. Cercare di dare il proprio “tocco”, la propria impronta, è oggi infatti una priorità assoluta per chi tiene particolarmente a presentare agli ospiti un ambiente che racconti qualcosa di sé, che mostri in maniera tangibile l’impegno e l’amore che si sono adoperati nella scelta delle soluzioni adottate

 Per chi è così attento ai particolari, e desidera avere una cucina dal grande design e bella da vivere, la soluzione perfetta in Lombardia ha un solo nome: Pedrazzini Arreda. Questa importante azienda, il cui showroom si trova in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese, rappresenta tutto lo stile, l’eleganza, la qualità, la praticità delle cucine made in Italy, ed è esclusivista di zona dei marchi Veneta Cucine e Arredo 3. Grande cura per i particolari, passione per questo lavoro ed una serie di ottimi servizi al cliente fanno di Pedrazzini Arreda la prima scelta in fatto di cucine Milano. Il cliente ha la possibilità di usufruire della consulenza di esperti progettisti che potranno dare un valido contribuito nella scelta e nell’individuazione delle migliori soluzioni, fornendo al tempo stesso fedeli anteprime di ciò che sarà la vostra cucina grazie a sofisticati software di settore.

Un team di installatori e falegnami si occuperà invece di installare la tua nuova cucina consegnandola completa di tutto, perfino degli allacci idrici ed elettrici, per consentirti da subito di vivere la tua nuova cucina.

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Go Leisure | Gonfiabili per Bambini

I giochi gonfiabili sono in grado di cambiare letteralmente volto al vostro giardino o ad un’area adibita a spazio ludico per bambini: sono colorati, belli da vedere, invitanti per i piccoli ma soprattutto sicuri. Go Leisure è una azienda con grande esperienza nel settore, e da oltre 20 anni realizza splendidi gonfiabili per la gioia dei bimbi. Ogni prodotto è interamente personalizzabile e può essere realizzato sulle base delle indicazioni del cliente, anche riguardo il tema e l’aspetto, tenendo al tempo stesso conto delle necessità di spazio legate al luogo in cui il gioco sarà ubicato. Esistono giochi gonfiabili davvero per tutti i gusti e di tutti i tipi, per regalare ai vostri bambini ed i loro piccoli amici ore di puro divertimento: pensate ad esempio ai divertentissimi scivoli gonfiabili che Go Leisure realizza, tutti a tema diverso, o gli splendidi saltarini.

E cosa dire delle piramidi o montagne da scalare, del calcetto saponato, del calcio balilla umano e dei calci di rigore? Questi prodotti, realizzati con i migliori materiali e lavorati con la massima attenzione, garantiranno la più totale sicurezza dei bimbi durante il gioco, anche in caso di cadute accidentali, così che anche i genitori possano stare tranquilli nel sapere che i propri figli giocano all’interno di strutture progettate e realizzate tenendo in grande considerazione la loro incolumità. Lo staff Go Leisure si occuperà della fase di progetto, in considerazione degli spazi disponibili, e produrrà accurati rendering in modo da dare al cliente una precisa anteprima del gioco, prima che questo venga fisicamente realizzato.

Il prodotto finito verrà messo in opera dai tecnici Go Leisure per un prodotto che sarà consegnato a tutti gli effetti “chiavi in mano”, per la gioia dei più piccoli che potranno da subito prendere possesso del nuovo e fantastico gioco.

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Web Marketing come la guerra

Il nostro nuovo sito, dedicato all’innovazione, lo inauguriamo con un articolo interessante scritto da WebSenior.

“Ci chiamano web agency, ma non amiamo definirci tali. Nel nostro sito ospitiamo un blog che non ha certo la pretesa di essere una vera e propria risorsa per gli addetti ai lavori, siano essi web designer, SEO specialist o altro, ma che rapprensenta semplicemente un tentativo di spingere chi lo legge al ragionamento. Per poter fare qualsiasi attività sul web, diciamo di web marketing, è fondamentale prima capire alcuni concetti basilari che devono costituire le fondamenta per ogni successivo investimento. Ecco, il nostro blog si propone di mettere ordine nella testa di chi vuole affacciarsi, seriamente, al mondo del web (chi ha detto finalmente?). Che per noi, oggi, significa andare in guerra. Mai sentito parlare del famoso saggio di Sun Tzu? Bene, le stesse logiche possono essere applicate al nostro mondo: se vuoi avere la certezza di  vincere la guerra, devi assicurarti il successo prima di iniziare il combattimento, prima di andare in battaglia. Devi, cioè, studiare le forze e le debolezze dei tuoi avversarti, conoscere i tuoi lati vincenti e quelli deboli, sorprendere i tuoi competitor e, non da ultimo, monitorare e controllare tutto ciò che accade, al fine di studiare al meglio la prossima mossa”.

Non male vero? Questa secondo noi è innovazione: innovazione filosofica, se vogliamo, ma un concetto se vogliamo nuovo nel mondo del web. Grazie quindi a WebSenior, web agency a Monza molto apprezzata per la sua competenza e professionalità, e che da poco si sta imponendo nel panorama degli addetti ai lavori in Brianza.

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Effetto di stress e restrizioni, 1,2 milioni di fumatori italiani in più

Dopo la riduzione registrata ad aprile 2020 a maggio 2021 i fumatori sono cresciuti di 1,2 milioni, il 26,2% in più. La pandemia ha cambiato le abitudini degli italiani anche rispetto al fumo, e se tra i fumatori di sigarette tradizionali il 26,3% ora fuma dieci o più sigarette al giorno, tra questi, l’1,5% addirittura più di 20.
Tra i giovani, questi ultimi sono anche quelli che rispetto ai coetanei spendono più denaro senza il controllo dei genitori: se il 45,4% dei non fumatori dichiara di non spendere nulla senza il consenso dei genitori, la percentuale scende al 12,3% tra i fumatori occasionali, e all’11,5% tra i fumatori abituali. Secondo uno studio longitudinale dell’Iss, svolto in collaborazione con l’Istituto Farmacologico Mario Negri, percentuali del tutto sovrapponibili si registrano anche tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche.

A maggio 2021, 26,2% di fumatori

Dallo studio emerge che dopo una riduzione della percentuale dei fumatori osservato ad aprile (21,9%) rispetto a gennaio 2020 (23,3%), ovvero pre lockdown, c’è stato un incremento significativo che ha portato al 24% di fumatori a novembre 2020 e a 26,2% a maggio 2021. Il numero di sigarette fumate al giorno nella rilevazione di maggio 2021 è tornato a essere come in situazione di pre lockdown, mediamente di 10,8 sigarette al giorno (11,4 maschi, 10,1 femmine). A maggio 2021, poi, il 9,0 % della popolazione usa regolarmente o occasionalmente la sigaretta elettronica, con un numero medio di ‘svapate’ al giorno di 30. In particolare, il 65% usa più frequentemente la tipologia ricaricabile, il 22% con serbatoio grande e il 13% ‘usa e getta’, mentre il 67% la usa con liquidi contenenti nicotina.

Durante la pandemia aumenta la percentuale di utilizzatori di http

La percentuale di utilizzatori di e-cig pre lockdown era dell’8,1%, ed è salita al 9,1% ad aprile 2020, rimanendo tale sia a novembre 2020 sia a maggio 2021.A maggio 2021 invece il 7% della popolazione usa regolarmente o occasionalmente la sigaretta a tabacco riscaldato (Htp). La percentuale di utilizzatori di Htp è significativamente aumentata durante la pandemia, passando dal 4,1 % di gennaio 2020 al 4,4 % di aprile 2020 fino al 7% di novembre 2020. Una percentuale rimasta stabile fino a maggio 2021.

Il consumo occasionale di tabacco è associato a comportamenti non salutari

Lo studio rileva poi come il consumo occasionale o abituale di tabacco tradizionale o di sigaretta elettronica sia più frequentemente associato a comportamenti non salutari come il ‘binge drinking’. Si tratta della pratica di consumare cannabis o nuove sostanze psicoattive, ed è un’abitudine attuata più frequentemente dai fumatori di sigarette tradizionali o dagli utilizzatori di sigarette elettroniche rispetto a chi non fuma. Così, se l’1,0% dei non fumatori dichiara di bere fino a perdere il controllo tre o più volte, scrive l’Agi, la percentuale sale a circa il 7,0% tra i fumatori occasionali o abituali di sigarette tradizionali, e a circa il 9,0% tra i consumatori di sigarette elettroniche.

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Il 2020 spinge la digitalizzazione nelle PMI

Molte cose sono cambiate negli ultimi mesi, specie per quanto riguarda il ricorso alle tecnologie. Se questo fenomeno è valido in tutti gli ambiti della vita quotidiana, lo è stato ancora di più per la sopravvivenza delle PMI, che si sono dovute reinventare per poter resistere alle tante limitazioni imposte dal Covid-19. Per avere consapevolezza dell’importanza delle piccole e medie imprese nel tessuto nazionale italiano, basti sapere che sono circa 220mila –  con un numero di addetti compreso tra 10 e 249, con meno di 50 milioni di euro di fatturato – e costituiscono il 41% del fatturato nazionale, il 38% del valore aggiunto ed il 33% degli occupati. Questa l’analisi di partenza della survey realizzata in collaborazione con Capterra e presentati in occasione del convegno “Obiettivo innovazione digitale: il Next Gen EU per trasformare le PMI italiane” della prima edizione dell’Osservatorio Innovazione Digitale. 

Il digitale un’ancora di salvezza durante la pandemia

Il digitale ha rappresentato un’ancora di salvezza per molte imprese, rendendo più evidenti ritardi e opportunità già presenti prima dell’avvento del Covid-19, e spingendo forzatamente le PMI verso le tecnologie digitali. E a livello di Sistema Paese, l’attenzione politica verso la digitalizzazione delle PMI è alta, come dimostrato dal contenuto del PNRR presentato in Commissione Europea qualche settimana fa.
“Nella sua drammaticità, la pandemia ha costretto le PMI a riflettere sulla loro visione di futuro, portandole sempre più ad abbracciare il digitale come strumento di sviluppo” ha detto Andrea Rangone, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation “Sul campione analizzato, le PMI più mature digitalmente mostrano una più elevata resilienza e produttività: risultano avere in media prestazioni economiche migliori rispetto alle altre in termini di utile netto (+28%), margine di profitto (+18%), valore aggiunto (+11%), ed EBITDA (+11%), oltre ad avere riscontrato minori rallentamenti operativi quando si è verificata l’emergenza da Covid-19”. 

Le PMI che fanno e-commerce sono cresciute di più

L’e-commerce è stato inoltre una leva strategica per le PMI. Quelle che fanno commercio elettronico, anche se in ritardo rispetto alle grandi imprese, sono cresciute di oltre il 50% rispetto al periodo pre-Covid: tale aumento è imputabile prevalentemente ad una maggiore presenza su piattaforme eCommerce di terze parti, cui le PMI si sono rivolte per riuscire a raggiungere nuove fette di clienti durante i periodi di chiusura forzata dei canali fisici. Per 4 PMI su 10, infatti, l’eCommerce sarà una priorità di investimento per il 2021. 

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Effetto Covid sui reati online a danno dei minori: un vero e proprio boom

Tra lockdown e restrizioni anti contagio l’emergenza sanitaria ha portato a un boom di reati commessi online a danno di ragazzi e minori. Non solo pedopornografia, adescamento e cyberbullismo, ma anche estorsioni sessuali, revenge porn e truffe. Reati che nel 2020, secondo le rilevazioni della Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno registrato un’impennata del 77% rispetto all’anno precedente. Gli incrementi più gravi riguardano i reati di sfruttamento sessuale dei minori realizzati tramite social network, circuiti di file sharing e darknet. Nel 2020 i casi trattati sono infatti aumentati del 132%, e gli indagati del 90%.

Bambini piccolissimi vengono agganciati su Internet da adulti senza scrupoli

Un trend in crescita anche nel 2021: nel primo quadrimestre si sono registrati aumenti pari al 70% dei casi trattati per reati connessi con la pedopornografia e l’adescamento online. Si tratta di bambini piccolissimi di età compresa tra 0 e 9 anni che vengono agganciati sui social, sulle app di gioco e condotti in relazioni da adulti senza scrupoli. Solo nei primi 4 mesi di quest’anno ci sono stati 52 casi, a fronte dei 41 dell’intero anno precedente.

Il cyberbullismo registra un incremento dei casi di denunce pari al 96%

Nell’anno del Covid l’influenza esercitata da un approccio sempre più precoce e massiccio alle nuove tecnologie, rivela il suo lato oscuro anche in riferimento al rischio che i minori stessi siano autori di condotte gravi e lesive. Nell’ultimo anno, dalla scuola dell’infanzia fino all’università, ogni studente ha intensificato la relazione smartphone, tablet e pc, e le lunghe giornate isolati in casa hanno reso più indulgenti i genitori nel limitare e controllare l’uso di consolle, socialnetwork, app e videogiochi. In questo scenario anche il cyberbullismo ha subito l’effetto di innesco della pandemia, e ha registrato un incremento dei casi di denunce pari al 96%. E anche in questo caso si riconferma il coinvolgimento di bambini sempre più piccoli.

Ragazzi sempre più giovani accusati di reati sempre più infamanti

Ma a preoccupare ulteriormente è l’abbassamento dell’età di chi commette reati conto i minori. Secondo la Polizia Postale e delle Telecomunicazioni negli ultimi 5 anni il numero complessivo dei minori denunciati per aver commesso reati online è cresciuto del 213%, e l’età media dei ragazzi accusati di reati si è abbassata di un punto, passando dai 16 ai 15 anni del 2020. Nel 91% dei casi, riporta Askanews, si tratta di maschi, che entrano nel circuito penale minorile con un’etichetta grave, ma di difficile inquadramento rispetto a livelli di consapevolezza.

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La percezione della propria salute al tempo della pandemia

Nell’anno della pandemia non sembrano esserci stati cambiamenti rilevanti rispetto alla percezione della propria salute da parte dei cittadini di tutto il mondo: il 79% infatti si considera in salute. Forse è stata proprio la pandemia a fare rivalutare il concetto di salute, per cui non si intende più solo l’assenza di patologie, ma anche uno stato di benessere, di condizione sociale ed economica favorevole, di abitudini salutari giornaliere e di salute mentale. WIN International ha pubblicato l’Annual WIN World Survey (WWS-2020) che esplora le opinioni di 29.252 individui tra i cittadini di 34 paesi in tutto il mondo sulla propria salute e stili di vita. E BVA Doxa, membro italiano e socio fondatore di WIN, rivela le opinioni dei cittadini nel nostro Paese. Che quando si tratta di valutare la propria salute, si rivelano più ottimisti della media europea e globale.  

Gli uomini si considerano più sani delle donne

Nonostante la grande maggioranza dei cittadini si consideri sana, il 20% della popolazione si considera ancora non in salute. I risultati mostrano che gli uomini tendono a considerarsi più sani delle donne, e che più alto è il livello di istruzione degli individui più diffusa è la percezione della salute. Gli intervistati in Africa si considerano tra i più sani (90%) e, nel quadro globale, molto meno colpiti dalla pandemia nel 2020 rispetto ai cittadini di altri continenti, come Europa e Americhe. All’opposto, la regione Medio-Orientale ha il più basso tasso di percezione di buona salute osservato (72%).

L’Italia è all’ottavo posto nella top ten della salute

In Italia, la quota di coloro che si considerano sani sale ancora, arrivando all’88%, posizionandosi all’ottavo posto nella top ten dei Paesi i cui cittadini si considerano sani. Quanto a qualità del sonno, gli italiani sono in linea con la media del continente: in Italia il 61% afferma di dormire bene. Inoltre, il 36% degli italiani fa esercizio fisico regolarmente. Ma in un Paese dove i fumatori sono il 19% e i consumatori di alcool il 17%, a soffrire di stress è il 34% della popolazione.

In Europa solo la Francia supera l’Italia nel considerarsi in salute

Più o meno in linea con il risultato globale, il 76% dei cittadini in Europa si considera in salute. Tra i paesi Europei, solo la Francia supera l’Italia, con il 90% della popolazione che si considera in salute. Il 64% dei cittadini in Europa ammette poi di godere di un buon sonno, soprattutto in Croazia (75%), Finlandia e Spagna (72%) e Danimarca (71%). Tra le abitudini meno sane il consumo di alcool e fumo in Europa si attesta al 19%. Sono invece il 32% gli individui in Europa che ammettono di soffrire di stress.

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Turismo, fiducia in calo, ma l’Italia è la meta preferita anche dagli europei

La pandemia continua ad avere un peso importante sul settore travel. Le scelte dei consumatori sono sempre più attente alle misure sanitarie e di sicurezza implementate dai governi, con passaporto vaccinale, test Covid-19 gratuiti e riduzione della quarantena considerati elementi chiave per la ripresa dei viaggi internazionali. Quanto ai trend del 2021, prevale ancora la propensione al turismo di prossimità, con l’Italia come meta preferita anche dai viaggiatori europei. Lo rileva una ricerca condotta da Aigo, agenzia di marketing e comunicazione specializzata nel settore turismo, trasporti e ospitalità, e Travel Consul, network internazionale di agenzie indipendenti, sull’impatto del Covid-19 sull’industria turistica globale.

Un’industria ancora fragile e incerta

La ricerca fornisce la fotografia di un’industria ancora fragile e incerta a causa del generale atteggiamento di attesa nella programmazione dei viaggi da parte dei consumatori, ma che vede nelle politiche di flessibilità in merito a prenotazioni e cancellazioni, nella personalizzazione di prodotti e servizi, nella vaccinazione diffusa, nelle misure sanitarie e di sicurezza adottate da destinazioni e prestatori di servizi, le chiavi di volta per la ripresa del settore. Anche il 2021 sarà quindi un anno in divenire per il comparto, almeno per l’estate e fino a quando le vaccinazioni non saranno diffuse in modo massivo.

Il travel trade italiano è cauto, ma di fondo ottimista

Se si considera l’impatto sul settore e la propensione del consumatore, le stime di ripresa sono concentrate a partire dal prossimo anno. Rispetto all’edizione di settembre 2020, scende l’aspettativa di una ripresa nel 3° e 4° trimestre 2021, passando dal 34% all’odierno 4,1%. Un dato positivo si riscontra, invece, sulla propensione dei clienti verso i viaggi futuri, con un travel trade italiano che risulta essere cauto, ma di fondo ottimista, dal momento che da parte dei clienti prevale il posticipo delle prenotazioni sulle cancellazioni. Seppur prudenti, il 36% dei consumatori italiani guarda alla stessa destinazione che ha prenotato, il 45% sta aspettando per decidere le nuove date e la destinazione del viaggio precedentemente prenotato, mentre il 19% dei clienti vorrebbe cambiare meta.

Turismo domestico e di prossimità continuano a essere privilegiati

Dalla risposta italiana emergono la necessità di ridurre il periodo di quarantena, così come la possibilità di accedere a test Covid-19 gratuiti e il rilascio di un certificato sanitario (52%). Un aumento delle prenotazioni è atteso dopo che il vaccino sarà stato ampiamente somministrato (40%), con il 73% degli italiani che crede nell’impatto favorevole sulla richiesta di viaggi internazionali a seguito dell’eventuale adozione del certificato di immunità. Il 28% degli operatori però ha registrato nell’ultimo trimestre un aumento delle prenotazioni di viaggi entro i confini nazionali. In particolare, il 15% ha rilevato una crescita compresa tra il 21% e il 40%. Per quanto riguarda le soluzioni di maggiore interesse, i viaggi in solitaria vengono indicati dal 66% degli intervistati italiani, in crescita rispetto alla precedente rilevazione.

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La tecnologia di consumo protagonista del 2020: mercato a +5,5%

Lo abbiamo provato tutti sulla nostra pelle durante l’anno passato: la tecnologia ci ha “salvato” in un’infinità di situazioni, dal lavoro alla scuola, dall’intrattenimento alla spesa, dalla cucina fino al reperimento di informazioni. Insomma, il mondo tech è stato uno degli assoluti protagonisti del 2020 e l’andamento delle vendite lo conferma: secondo i dati GfK le vendite sono cresciute del +5,5% e il valore complessivo del mercato ha raggiunto i 15,5 miliardi di euro. La ricerca condotta dall’istituto di ricerche ha preso in considerazione i dati di sell-out delle principali insegne online e offline attive sul mercato italiano nel corso del 2020.

Chi sale e chi scende nella hit dei prodotti più acquistati

Anche per il comparto della tecnologia di consumo un ruolo chiave lo hanno avuto le vendite online, spinte dalle limitazioni ai negozi fisici imposte dai lockdown. Tanto che il canale online ha registrato una crescita significativa, arrivando a pesare il 24,4% del totale delle vendite a valore. Per quanto riguarda le varie tipologie di prodotti, a trainare l’aumento c’è la performance positiva del comparto IT Office (+32,5%), che a fine 2020 è arrivato a generare il 23,9% del valore complessivo del mercato italiano dei Technical Consumer Goods. Trend in crescita anche per il Piccolo Elettrodomestico (+15,5%), per l’Elettronica di consumo (+4,7%) e il Grande Elettrodomestico (+3,4%).

Rallenta invece nel corso del 2020 il comparto della Telefonia (-5,2%) che si conferma comunque il più importante per il mercato italiano della Tecnologia di Consumo, con una quota pari al 34,6%. Non sorprende invece che il comparto della fotografia – anche a causa dell’assenza di occasioni come viaggi, eventi sportivi, spettacoli –  chiuda in negativo a -36,9%.

Una crescita costante, con un boom a fine anno

La crescita del settore è stata omogenea durante tutto l’anno, a parte i due mesi di marzo e aprile, i più duri sotto il profilo della pandemia.  Rispetto agli anni passati, cresce ancora l’importanza dell’ultimo trimestre dell’anno, che arriva a pesare il 33% del totale delle vendite a valore. Tra ottobre e dicembre si sono concentrate infatti tantissime iniziative promozionali che hanno trainato gli acquisti di tecnologia: un fenomeno che va ben oltre la settimana del Black Friday e si estende su tutto il “Golden Quarter”. Insomma, i dati sembrano parlare chiaro su quello che vogliono gli italiani: toglieteci tutto, ma non la nostra tecnologia quotidiana.

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Lo shopping diventa phygital e i consumi ibridi tra virtuale e reale

Il report Lifestyle Survery pubblicato da Euromonitor International elenca le nuove priorità di shopping per l’anno nuovo sui consumi globali. Se da una parte avremo un occhio più attento verso la convenienza, spinti dal rallentamento economico in corso a livello globale, quando spenderemo lo faremo soprattutto per crearci “oasi all’aria aperta” in città, a supporto di un maggiore bisogno di benessere fisico e psicologico. Compreremo quindi prodotti per il giardinaggio, arredamento outdoor, sport e spenderemo per attività culturali e sociali all’aperto. E il pendolarismo sarà a piedi, in bicicletta o in scooter. Il 2021 di fatto porterà però una nuova tendenza, la cosiddetta Phygital, l’ibrido fra mondo fisico e virtuale, applicabile in molti ambiti, dal lavoro agli acquisti, dal gioco al tempo libero.

Aumenteranno gli strumenti digitali per praticare le attività quotidiane

Da casa sperimenteremo lo shopping con il personal shopper presente in negozio connesso in videocall o attraverso i nuovi camerini virtuali. Faremo pause pranzo o caffè con i colleghi in ufficio, connettendoci con schermi inseriti nelle aree comuni, e così via.

Insomma, aumenteranno gli strumenti digitali per praticare le attività quotidiane, a casa come fuori. Lo shopping, precisa una nota di Ansa, includerà anche nuovi e-games per avventurarsi “fuori” rimanendo a casa, e aumenterà anche l’offerta di lezioni di fitness virtuale, seguite dallo smartphone, ma coordinate dai trainer in diretta streaming, proprio in stile phygital.

Il revenge shopping

Neonata modalità di fare acquisti è inoltre l’inclusione di parametri più politici nelle scelte di spesa. Soprattutto per Millennials e Gen Z. Ma non solo. “I giovani si sentono particolarmente scollegati dal sistema politico, credendo che chi è al potere non lo faccia con cura di rappresentarli – scrivono gli analisti Euromonitor International -. Sottovalutare il malcontento ha portato irrequieti e ribelli verso il ‘revenge shopping’, cioè fare acquisti stravaganti dopo essere stati limitati e costretti a casa per molti mesi”. In particolare, di bevande alcoliche, cibi spazzatura e videogiochi.

Riconfigurare l’equilibrio tra lavoro e vita privata in un mondo socialmente distante

“I consumatori sono scossi e agitati, rivalutano le loro priorità e identità, riconfigurando l’equilibrio tra lavoro e vita privata ed esplorando nuovi hobby in un mondo socialmente distante”, spiegano gli analisti. Prima della pandemia il 46% della generazione Z e il 50% dei Millennials preferiva spendere i propri soldi per fare esperienze piuttosto che comprare oggetti, ma a furia di stare a casa, si prevede una ripresa dello shopping di giocattoli veri e giochi educativi per i bambini, e accessori per hobby per gli adulti. Andranno per la maggiore anche arti e mestieri, strumenti musicali, attrezzatura sportiva e lezioni online (taglio e cucito, fare a maglia, bricolage) per acquisire nuove competenze specialistiche.

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Le previsioni globali per il 2021

In tutto il mondo il 2021 è atteso con la speranza che possa essere un anno più favorevole di quello passato, soprattutto riguardo alla pandemia. A livello globale, il 60% delle persone è ottimista in merito alla disponibilità di un vaccino efficace, e se l’Italia è un po’ più pessimista (55%), la Cina (89%) è in assoluto il Paese più ottimista. Secondo il nuovo sondaggio Ipsos Global Advisor, il 47% delle persone a livello globale crede anche che ci sarà una nuova pandemia causata da un nuovo virus. L’Italia si posiziona al penultimo posto: soltanto il 33% crede questo uno scenario realizzabile. 

Economia e divari sociali

In ogni caso, solo per il 41% a livello globale la probabilità che la vita nel proprio Paese ritorni alla normalità è alta, e solo un terzo si aspetta che l’economia si sia completamente ripresa. Nel 20121 il 66% dei cittadini mondiali si aspetta che la disuguaglianza di reddito nel proprio Paese aumenti nel prossimo anno. Gli italiani sono ancora più pessimisti (80%). 

Per 4 persone su 10, poi, è probabile che i principali mercati azionari di tutto il mondo andranno in “crash”. In Italia la percentuale è del 37%. La metà della popolazione mondiale ritiene inoltre improbabile che nel 2021 si riesca a colmare il divario retributivo di genere: un parere condiviso dal 62% degli italiani, 11 punti in più rispetto alla media globale.

Aspettative tecnologiche

Il 36% dei cittadini globali e il 34% degli italiani afferma che nel 2021 i robot assomiglieranno, penseranno e parleranno come gli esseri umani . Quasi 6 persone su 10 ritengono però improbabile che la clonazione umana venga legalizzata, e anche per l’Italia questo appare uno scenario probabile soltanto per il 18% della popolazione. La maggior parte degli intervistati si aspetta inoltre che il fenomeno dell’e-commerce, ampiamente cresciuto durante il lockdown, continui anche nell’anno appena iniziato. Il 57% dei cittadini globali, e il 51% degli italiani, pensa che probabilmente farà più acquisti online che nei negozi fisici. Ma un terzo, a livello mondiale, pensa che nel 2021 il proprio account online possa essere violato. In Italia soltanto il 28% è d’accordo. 

Future minacce globali

Nel complesso, non ci sono preoccupazioni relative alla razza umana nel suo insieme: circa il 16% dei cittadini globali e italiani ritiene improbabile che gli esseri umani si estingueranno nel 2021. Una grande maggioranza in tutto il mondo prevede però che le temperature globali medie aumenteranno (75%). In Italia la percentuale è pari al 79%.  Sei persone su 10 pensano poi che sia improbabile che un asteroide colpirà la Terra, parere condiviso dal 62% degli italiani. Una minoranza (16%) ritiene però possibile l’esistenza dei fantasmi (13% in Italia), e ancora meno (12% dei cittadini globali e italiani), quella degli alieni.

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I 6 trend di Wired per il 2021

Digital Transformation, sostenibilità, finance, lavoro, wellbeing e media. Sono queste le 6 tendenze per il 20121 individuate da Wired nella 4a edizione di Wired Trends, l’iniziativa organizzata da Wired Italia in collaborazione con Ipsos attraverso 6 incontri trasmessi in diretta streaming. Durante il primo incontro, dedicato alla digital transformation, si è discusso di AI, infrastruttura di rete e del modello startup. Ma è stata anche un’occasione per parlare di e-commerce, didattica a distanza, pagamenti digitali, big data, competenze digitali e nuova normalità. 

La sostenibilità non è solo un trend 

“La pandemia ha momentaneamente messo in secondo piano la sostenibilità, ma le persone si sentono comunque parte del problema ambientale e vogliono impegnarsi per rimediare, partendo da ciò di tangibile che hanno vicino, come il riciclo e la riduzione di imballaggi e sprechi”, afferma Andrea Alemanno, Senior Client Officer di Ipsos. Il secondo appuntamento ha esplorato appunto il tema della sostenibilità, un argomento che non è solo un trend, ma che riguarda la necessità di riportare al centro del dibattito pubblico la crisi ambientale e climatica. Si è parlato quindi di Green New Deal, trasporti e come ripensare a un nuovo modo di vivere la casa e la città, creare un nuovo mercato dell’energia e modificare il sistema finanziario per contenere le emissioni. 

Finance, lavoro e conseguenza del lockdown

Il terzo appuntamento è stato dedicato al mondo finance, alla propensione al risparmio degli italiani e al bitcoin, ma anche delle novità nel mondo del venture capital. “Lo stato di salute finanziaria delle famiglie e delle imprese italiane è buono – spiega Stefania Conti, Business Development Director Financial Services di Ipsos – il 60% delle aziende si dichiara soddisfatto delle risorse che ha a disposizione, e il 54% considera la pandemia un’opportunità più che un rischio”.

Il quarto appuntamento, rivolto invece al tema del lavoro e alle conseguenze del lockdown sul mondo lavorativo, ha analizzato i punti di forza e debolezza dello smartworking, la formazione continua, le mansioni impossibili da automatizzare, ma anche le prospettive per gli ultrasettantenni, i contratti di categoria e l’inquadramento dei rider, e il gender gap. 

Wellbeing, media e nuova normalità

Nel quinto appuntamento si è discusso del wellbeing, delle soluzioni high tech che aiutano a promuovere il benessere, dei neuroni Gps, la salubrità dell’aria, i giardini zen virtuali, le potenzialità del gaming e il desiderio sempre più forte di sentirsi bene. Nel sesto e ultimo appuntamento si è discusso dei media, della crescita dello streaming e della cultura in digitale, dei libri fruibili da smartphone e del data based storytelling, nonché di dieta mediatica, influencer, e tecnologie per eventi e incontri da remoto. “Si tratta di contenuti molto accessibili, che fanno parte di un’offerta ampia e con un costo molto basso – aggiunge Enrica Tiozzo, Senior Client Officer di Ipsos -. Questo ci fa pensare che nella nuova normalità faremo tesoro di ciò che abbiamo imparato in questi mesi, e integreremo la cultura digitale con le modalità tradizionali”.

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E-commerce e pandemia, nel 2020 volano gli acquisti

Nel 2020 il 37% dei food shopper online ha aumentato la spesa destinata ai prodotti alimentari sui canali online, il 24% degli italiani ha aumentato quella per i beni non alimentari, e considerando tutti i beni di largo consumo, il 70% degli italiani tra 18 e i 65 anni ha effettuato almeno un acquisto online nell’ultimo anno. Questi alcuni risultati emersi dall’Osservatorio The World after Lockdown, curato da Nomisma e Crif, che da oltre sette mesi analizza l’impatto della pandemia Covid-19 sulla vita e i consumi dei cittadini, mostrando come la pandemia abbia letteralmente messo il turbo all’e-commerce.

Per il Largo Consumo Confezionato oltre 19 milioni di acquirenti online

Considerando i soli prodotti del Largo Consumo Confezionato (alimentari, bevande, prodotti per la cura della casa e l’igiene della persona, pet care eccetera) acquistati su tutti i canali digitali, gli acquirenti online oggi sono oltre 19 milioni. È inoltre significativa la crescita potenziale associata ai consumatori che oggi sono ancora legati al solo canale fisico, di cui il 29% si dichiara interessato a sperimentare il carrello digitale in futuro. Ma cosa c’è nel carrello digitale degli italiani? Per il 67% prodotti alimentari e bevande, e per il 33% beni non food. In particolare, il comparto cura persona e cura casa sul totale delle vendite nell’online è rispettivamente del 17% e del 9%, mentre l’incidenza del pet care è pari al 7%.

La spesa alimentare sul web

Se è vero che la maggior parte della spesa alimentare avviene sui siti delle insegne della Gdo (canale utilizzato dal 73%), in molti sperimentano anche altri canali online, come i pure players (32% di chi acquista alimentari online), i siti/app di vendita online specializzati in food&beverage, testati almeno una volta dal 13% di chi ha fatto la spesa digital. Ma quali sono le motivazioni della spesa alimentare online? Innanzitutto, la possibilità di acquistare 24h (driver di scelta indicato dal 27%), mentre il 18% lo fa per evitare code, e il 17% perché non vuole rinunciare alla comodità di non doversi spostare da casa.

Oltre la Gdo

I prodotti acquistati online acquistati dal maggior numero di italiani sono informatica ed elettronica (48%), abbigliamento/calzature (30%), farmaci da banco/parafarmaci/integratori (24%), e arredo/accessori per la casa (20%). In generale, i primi canali online di riferimento per l’acquisto dei beni non alimentari sono i marketplace come Amazon o Ebay (69%), seguiti dai negozi online (11%) e da shop online di negozi/catene fisici (10%). Alle diverse categorie di prodotto, si associano differenti preferenze nei canali utilizzati. Ad esempio, tra chi acquista online abbigliamento il 45% preferisce i negozi virtuali plurimarca, per l’arredamento la maggioranza indica piattaforme e-commerce come Amazon o Ebay (68%), e per l’elettronica la fanno da padrone i marketplace generalisti (78%). Per i farmaci/integratori invece i primi canali digital di riferimento sono le farmacie online (48%).

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