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I bambini e la verdura, una relazione complicata

Tra i bambini e la verdura il rapporto è complicato. Lo sanno bene i genitori: 2 genitori su 10 dichiarano di non riuscire a farne mangiare quotidianamente ai propri figli nemmeno una porzione. Sebbene la quantità consigliata da nutrizionisti ed esperti per una sana e corretta alimentazione corrisponda a cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, i bambini italiani sembrano affetti da una vera e propria ‘verdurofobia’. Broccoli, carote, spinaci faticano a entrare nella dieta dei più piccoli. Come fare per farli amare dai nostri figli?

Un vademecum di consigli pratici per aiutare i bambini a superare il rifiuto delle verdure

L’Iias, Istituto italiano alimenti surgelati, ha stilato un vademecum di consigli pratici per aiutare i bambini a superare il rifiuto delle verdure. Ad esempio, un modo divertente per convincere i bambini a relazionarsi con il cibo è quello di coinvolgerli nella preparazione dei piatti. In questo modo i piccoli chef saranno anche più motivati ad assaggiare ciò che hanno contribuito a portare in tavola. Analogamente, coinvolgere i bambini durante la spesa può essere di stimolo per un primo assaggio.

Anche presentare le verdure in modo divertente può rappresentare un incentivo al consumo da parte dei bambini. Anche l’occhio vuole la sua parte, e le verdure ben si prestano a preparazioni colorate e attraenti.

Dare il buon esempio e lasciare spazio alla fantasia

Dare vita a preparazioni più ‘allegre’ e invoglianti può infatti essere d’aiuto, senza dimenticare che mettere nel piatto grandi quantità di verdure potrebbe scoraggiare e demotivare l’assaggio. Tutta la famiglia poi dovrebbe cercare di adottare lo stesso tipo di alimentazione, perché non si può pretendere che i bimbi si rimpinzino di frutta e verdura se i genitori disconoscono l’universo di ortaggi presenti in natura.

L’Italia è tra i pochi paesi europei considerati virtuosi per il consumo di verdura

L’Italia è tra i pochi paesi europei considerati “virtuosi” da questo punto di vista: nel 2017, riferisce Adnkronos, in Italia sono stati consumati circa 8,5 milioni di tonnellate di frutta e verdura, un quantitativo superiore del 3% rispetto all’anno precedente.

Anche il ricorso alle verdure surgelate è aumentato notevolmente: nel 2016, tra retail e food service, ne sono state consumate complessivamente 395.500 tonnellate. E nel 2017, complice anche l’esplosione di nuove tendenze alimentari, come il biologico, o il forte incremento di vegetariani e vegani, la crescita del consumo di vegetali surgelati, come zuppe e minestroni (+7,8%), e vegetali preparati (+5%), nei primi 2 quadrimestri dell’anno ha toccato quota 408.200 tonnellate (+3,2%).

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Italiani auto-dipendenti? Ancora sì, ma cambiano modi e mode 

La quasi totalità della popolazione italiana è quattroruote-dipendente. I dati parlano chiaro: l’88% dei nostri connazionali utilizza l’auto (personale) almeno una volta alla settimana. A cui si aggiunge un altro 4% che vi ricorre 1-2 volte al mese. Ma pure le due ruote non se la cavano male. Il 35% degli italiani va in bicicletta almeno una volta alla settimana. Per lavoro o per passione che sia. E un altro 4% fa lo stesso, ma opta per una bici elettrica. Lo rivela Doxa, che ha creato la divisione Mobility proprio per analizzare usi e costumi degli italiani in fatto di mobilità e capire come scelgono, come “vivono” e come cambiano i propri mezzi di trasporto.

L’auto ha un ruolo centrale nella vita di tutti noi

“Perché l’auto (ma non solo) riveste un ruolo centrale nella vita di tutti noi” spiega Barbara Galli, Mobility Director di Doxa e a capo dell’Osservatorio ‘On the Move’ avviato nei mesi scorsi e che ora può fornire un identikit a tutto tondo del modo di muoversi degli italiani.

Alla base dell’Osservatorio On the Move ci sono 7 mila interviste fatte in Italia al target consumer, combinate con tecniche di web listening e domande proiettive analizzate con metodologie di text analytics. Ma l’analisi potrà essere replicata anche a livello internazionale. Tanti numeri, quindi, ma anche vita vera e vissuta. “L’obiettivo dell’Osservatorio On the Move è misurare anche ‘la pancia’ degli utenti, carpirne gli umori e, soprattutto, le aspettative. Si scopre così per esempio che oggi la mobilità ha un percepito dicotomico: sta per indipendenza, libertà e scoperta, da un lato; ma anche per caos, stress, inquinamento e, in definitiva, fatica dall’altro” spiega una nota di Doxa. “La buona notizia è che domani sarà un altro giorno. La mobilità di domani è sostenibile, ecologica e condivisa” precisa Galli.

Cambiano i consumi, anche su strada

Fondamentale nel processo di cambiamento è il passaggio, progressivo, dal possesso all’uso del mezzo. Il fenomeno car sharing è però al momento prerogativa di poche grandi città. Milano in primis. E ha ancora molto spazio di crescita. “Questo non significa che in futuro rinunceremo in toto all’acquisto di una auto, una bici o un qualsiasi altro mezzo di trasporto” specifica Galli. “Ne acquisteremo meno, questo sì. Ma quelle/i che acquisteremo avranno una valenza anche emotiva molto superiore a quella attuale”. Le auto, quindi, saranno degli spazi sempre più nostri e personali. “Con tutto ciò che ne deriva in fatto di design, per esempio. Con auto ‘tutte vetri’, con interni realizzati in materiali naturali, con accessori capaci di coinvolgere i nostri sensi…” conclude Galli.

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Autostrade, la mappa dei rincari

Anno nuovo, aumenti nuovi, pure per la mobilità. Oltre a luce e gas, infatti, arrivano dei bei salassi anche per quanto riguarda i pedaggi autostradali. Si tratta di aumenti percentuali non indifferenti: l’incremento medio per i veicoli sull’intera rete autostradale, calcolato sulla base delle percorrenze 2016, sarà di 2,74%. Lo afferma il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti precisando che l’aggiornamento annuale delle tariffe deriva dall’applicazione di quanto contrattualmente previsto dalle Convenzioni Uniche stipulate dal 2007 in attuazione della legge di riforma del settore n. 296/2006 unitamente alle Delibere Cipe del 2007 e del 2013 che hanno stabilito le formule tariffarie e criteri di calcolo.

Da Autostrade per l’Italia gli aumenti più contenuti

Con un aumento dell’1,51%, l’adeguamento tariffario di Autostrade per l’Italia risulta essere il più basso. Il dato è stato diffuso da Autostrade per l’Italia in un comunicato precisando che tale incremento, in conformità alla Convenzione Unica, include il recupero del 70% dell’inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati.

Chi sale e chi scende: gli incrementi sulle varie tratte

Ecco qualche dato di pedaggio, e le relative variazioni, sulle autostrade di maggior percorrenza, così come ripreso da AdnKronos. Prato Est – Firenze Ovest: invariato; San Cesareo – Roma Sud: da 1,10 a 1,20 euro; Binasco – Milano Ovest: da 1,30 a 1,40 euro; Lodi – Milano Sud: da 2,30 a 2,40 euro; Gallarate Ovest- Vergiate-S.C.: invariato ; Padova Est – Venezia Mestre: invariato ; Milano Est – Bergamo: da 3,40 a 3,50 euro; Roma Nord – Orte: da 4,40 a 4,50 euro; Milano Ghisolfa – Rondissone: da 15,60 a 16,80 euro; Firenze Sud – Firenze Scandicci: da 1,10 a 1,20 euro. I rincari si fanno sentire molto di più per le concessionarie Rav (+52,69% Tratta Aosta Ovest – Morgex km 31,4 da euro 5,60 ad euro 8,40), Strada dei Parchi (+12,89%) e Autostrade Meridionali (+5,98%) a seguito del riconoscimento di pronunce giudiziarie su ricorsi attivati dalle società.

Per le Società Torino-Milano (8,34%) e Milano Serravalle (+13,91%) gli incrementi tariffari remunerano in particolar modo gli investimenti di adeguamento e potenziamento della rete eseguiti.

Le proteste dell’Unione Nazionale Consumatori

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, alza la voce: “Si tratta di aumenti inaccettabili. Anche se il rialzo medio dei pedaggi sulla rete autostradale è del 2,74%, ci sono incrementi bulgari. Avere rincari del 13,91%, come per la Milano Serravalle, vuol dire mandare in tilt i bilanci di quei pendolari costretti a prendere quella tratta”.

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La gelosia? Non è comandata dal cuore, ma dal cervello

Alzi la mano chi non ha mai sofferto di gelosia, spesso ingiustificata. La colpa di questo sentimento così doloroso, capace anche di far compiere degli atti insensati, è stata per lungo tempo attribuita alla debolezza del cuore e a una sensibilità forse un po’ traballante. Niente di più falso. Se le cose sono state rimesse nel giusto ordine e se probabilmente in futuro potremo “curarci” dai morsi di questa scomoda emozione, dobbiamo dire grazie a delle… scimmiette.

Le scimmie Tili hanno rivelato come funziona il cervello

Una squadra di  di ricercatori del California National Primate Research Center ha infatti studiato una particolare specie di primati monogami, rilevando dati preziosi anche per “leggere” le emozioni umane e le loro relative conseguenze. Gli scienziati hanno infatti  mappato l’area della gelosia e della monogamia nel cervello, per ora in quello delle scimmie Titi. Questa simpatica specie di scimmie fa parte del 3-5% di animali caratterizzate da legami monogami e permanenti. Un po’ come nel caso degli esseri umani, le Titi sanno creare legami duraturi con il proprio partner, mostrando una serie di comportamenti decisamente umani. Ad esempio, si stressano se vengono separate dal loro compagno.

La gelosia coinvolge tutti 

“Hanno atteggiamenti ed emozioni che riconosciamo come vicine a come ci sentiamo noi”, afferma Karen Bales, scienziata che ha condotto lo studio insieme a Nicole Maninger. “L’idea alla base di tutto questo è che dobbiamo capire come funziona normalmente la neurobiologia del legame sociale, prima di capire cosa succede in situazioni in cui questo è compromesso. Ad esempio, nei disordini come l’autismo o la schizofrenia”. Gli scienziati hanno provocato nei maschi delle scimmie uno stato di gelosia, allontanandoli dalle loro compagne. Alle signore scimmiette è stato poi affiancato un maschio sconosciuto, facendo in modo che il partner assistesse alla scena. E per 30 minuti hanno filmato tutto.

Uno stato di alterazione fisico

I poveri maschi messi a dura prova hanno subito mostrato segni endocrini di stress sociale, con un deciso aumento di testosterone e cortisolo nell’organismo. Soprattutto, le scansioni del cervello delle scimmie che hanno dovuto vedere la loro partner con un altro maschio hanno rivelato una maggiore attività nella corteccia cingolata, una zona del cervello associata all’esclusione sociale negli esseri umani. Allo stesso tempo, gli studiosi hanno notato che nel cervello si attivavano anche alcune aree legate all’aggressività. E lo stesso processo cerebrale si produrrebbe nella mente degli esseri umani in preda a un attacco di gelosia.

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Aiuto: nel mondo ci sono più Sim telefoniche che persone

I cellulari hanno preso il sopravvento, anche sulla popolazione. Stiamo parlando ovviamente di numeri, ma si tratta di dati davvero impressionanti. Oggi nel mondo ci sono più Sim attive che esseri umani. Le cifre parlano chiaro: il tasso di penetrazione della telefonia mobile ha toccato quota 103% nel corso del secondo trimestre 2017. Una percentuale che dice, forte e chiaro, che sul nostro pianeta ci sono più Sim che persone in carne e ossa.

I numeri del mobile

Complessivamente, nel mondo ci sarebbero 7,7 miliardi di abbonamenti alla telefonia mobile (+92 milioni nel secondo trimestre 2017), con una aumento intorno al 6% anno su anno. I dati sono il frutto dell’ultimo aggiornamento del Mobility Report di Ericsson. Incrementi così significativi si devono in particolare modo ai paesi a più alto tasso di crescita: la Cina in primis, con 19 milioni di nuovi abbonamenti, seguita dall’India (+17 milioni), dall’Indonesia (+7 milioni) e dal Ghana (+4 milioni).

Utenti e Sim: c’è chi ne possiede più di una

Alcuni numeri del report potrebbero apparire in contraddizione, se si considera che gli utenti ai servizi mobile hanno raggiunto quota 5,3 miliardi. L’apparente discrepanza tra il numero totale delle sottoscrizioni-abbonamenti (7,7 miliardi) e quello degli abbonati unici è spiegata dal fatto che alcuni utenti hanno più di una Sim attiva.

Il traffico dati aumenta, grazie alla banda larga

In base alle ultime rilevazioni, il traffico dati effettuato attraverso dispositivi mobili ha registrato un balzo del +67% nel corso dell’ultimo anno, considerato il periodo secondo trimestre 2016-secondo trimestre 2017.  Incrementi anche dall’inizio dell’anno: il secondo trimestre del 2017 segna un +10% sul primo trimestre. Questo vero e proprio boom è da attribuirsi al costante e veloce aumento degli abbonati alla banda larga mobile, nonché alla crescita del volume medio di dati per sottoscrizione, grazie soprattutto alla crescita di social network e condivisione di video.

Venduti 370 milioni di smartphone in un trimestre

Un altra cifra che fa rimanere a bocca aperta è il numero di smartphone venduti nel secondo trimestre 2017: si parla di 370 milioni di apparecchi, più o meno l’80% del totale dei cellulari venduti nel trimestre (il restante 20% è costituito dai vecchi cellulari che non hanno la connessione a Internet) rispetto al 75% del quarto trimestre 2015. Sul totale delle sottoscrizioni ai telefoni cellulari, il 56% è associato a smartphone. E per il prossimo futuro le previsioni sono tutte nelle direzione di un’ulteriore crescita.

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Nuova Agenzia delle Entrate, ecco come funzionerà. Anche per i pignoramenti

Si chiama Nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione, nasce dalla fusione tra l’Agenzia dell’Entrate, appunto, e la controversa Equitalia: dal primo luglio 2017 è diventata operativa e tutte le questioni pendenti con Equitalia saranno trasferite al nuovo ente incaricato della riscossione. Se all’inizio l’abolizione di Equitalia era stata accolta con sollievo dai cittadini, con la definizione dei poteri del nuovo ente le ragioni per essere “allegri” si sono via via ridotte. A dire la verità, non è che le cose cambino moltissimo: ci sono però alcuni aspetti che possono rendere più “aspra” la posizione dei contribuenti ritenuti morosi.

Controllo dei conti senza autorizzazione del giudice

In base a quanto prevede il Decreto Fiscale, la nuova Agenzia ha infatti maggiori poteri per l’individuazione delle evasioni, ma anche per il pignoramento e l’ipoteca. L’articolo 3 stabilisce che l’ente potrà “utilizzare le banche dati e le informazioni” alle quali l’Agenzia delle Entrate è autorizzata ad accedere, “anche ai fini delle funzioni relative alla riscossione”. In questi dati sono inclusi tutte le informazioni che si possono ottenere accedendo direttamente “alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale”. In soldoni, significa che  l’Agenzia delle Entrate – Riscossione può visualizzare e controllare i conti correnti senza ottenere prima l’autorizzazione del giudice. Sostanzialmente, l’ente ha la facoltà di verificare autonomamente i nostri conti prima di procedere a un eventuale pignoramento. E, potendo accedere liberamente a banche dati per la ricerca dei conti correnti eventualmente da pignorare, all’Agenzia non serve l’autorizzazione del tribunale, come invece accadeva in precedenza.

Accesso alle banche dati dell’Inps

“L’Agenzia può acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell’Inps – riporta il Decreto Fiscale – per l’attivazione mirata delle norme relative al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità”.  L’Ente, infatti, ha accesso diretto ai dati dell’Anagrafe Tributaria.

Cambiamenti? Insomma. La legge c’è da 12 anni

A dire la verità, anche con il passaggio al nuovo ente resta valida la legge 203/2005, quindi in vigore da 12 anni, che disciplina l’eventuale pignoramento dei conti correnti dei contribuenti debitori. La legge 203, infatti, ha introdotto il “pignoramento presso terzi”, la procedura che consente all’ente di riscossione di

bloccare il conto corrente senza l’obbligo di richiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria. La differenza  sostanziale, a partire dal 1 luglio, è che il nuovo ente non dovrà passare prima dall’Agenzia delle Entrate e attenderne il via libera, come faceva Equitalia, ma bensì potrà subito, in caso di pignoramento, bloccare tali cifre dal contro corrente e utilizzarle per pagare il debito.

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Auto e vacanze, i controlli da fare prima di partire

L’auto è ancora il mezzo preferito per raggiungere le località di vacanza o per concedersi un tour itinerante. Perché il viaggio non si trasformi in un incubo, però, prima di mettersi in strada è necessario verificare lo stato di salute della macchina. Si tratta di pochi accorgimenti, ma che spesso non abbiamo il tempo di effettuare: bene, adesso è arrivato il momento per correre ai ripari e far sì che tutto sia perfetto. Quindi, prenotate un check completo presso un’officina di fiducia.

I documenti innanzitutto

Fondamentale per non rischiare guai anche seri lungo il percorso è fare una verifica dei documenti dell’auto. L’assicurazione è a posto, è stata rinnovata? Idem per l’eventuale revisione: è stata effettuata per tempo e in tempo?

Le regole del buon viaggio in auto

1 Pneumatici: vanno controllati e in particolare modo va verificata la pressione e lo spessore del battistrada. La norma afferma che il battistrada deve essere almeno di 1,6 millimetri, pena la stabilità e quindi la sicurezza. Lo stesso vale anche per la ruota di scorta.

2 Freni: pastiglie, dischi e freno di stazionamento devono essere perfetti soprattutto se si parte per un lungo viaggio. Questa è un’operazione che conviene far svolgere da un meccanico esperto.

3 Livelli: prima di mettersi al volante, va eventualmente sostituito o rabboccato l’olio motore. Stesso discorso per i liquidi, soprattutto quello di raffreddamento e del lavavetri. Anche le spazzole dei tergicristalli devono godere di buona salute.

4 Airbag: sperando di non usarlo mai, l’airbag va controllato specialmente in caso di spie accese. E in auto che hanno oltre 15 anni di età.

5 Condizionatore: chilometri e chilometri al caldo non fanno certo bene alla guida e al buonumore. L’impianto deve funzionare perfettamente.

6 Navigatore: le mappe vanno aggiornate. Chi vorrebbe trovarsi perso nella campagna, lontano da casa, senza punti di riferimento?

Bambini a bordo

Per i più piccoli un lungo viaggio in macchina può essere fonte di stress e nervosismo, con indubbie ricadute negative su tutta la famiglia. Oltre ad avere a bordo seggiolini omologati e perfettamente agganciati, obbligatori e fondamentali la sicurezza, conviene attrezzarsi con qualche passatempo. I giochi sono sempre degli ottimi compagni di viaggio.

Mai senza

Una buona organizzazione mette al riparo da possibili imprevisti. Prima di partire, è buona norma controllare anche il proprio telefono, avendo la certezza di avere credito sufficiente e in memoria tutti i numeri di emergenza. E, nel dubbio, meglio tenere sottomano un caricabatterie da viaggio.

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Pedrazzini Arreda: cucine da vivere

L’importanza che l’ambiente della cucina riveste all’interno di una casa è radicalmente cambiato negli ultimi anni, e da luogo in cui vengono semplicemente preparati i pasti, essa è diventata luogo in cui intrattenere gli ospiti, ricevere visitatori e trascorrere del tempo guardando la tv o leggendo un libero. La cucina è insomma ormai diventata un ambiente polifunzionale, e da qui nasce l’esigenza di un design che sia sempre il più ricercato ed il più personalizzabile possibile. Cercare di dare il proprio “tocco”, la propria impronta, è oggi infatti una priorità assoluta per chi tiene particolarmente a presentare agli ospiti un ambiente che racconti qualcosa di sé, che mostri in maniera tangibile l’impegno e l’amore che si sono adoperati nella scelta delle soluzioni adottate

 Per chi è così attento ai particolari, e desidera avere una cucina dal grande design e bella da vivere, la soluzione perfetta in Lombardia ha un solo nome: Pedrazzini Arreda. Questa importante azienda, il cui showroom si trova in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese, rappresenta tutto lo stile, l’eleganza, la qualità, la praticità delle cucine made in Italy, ed è esclusivista di zona dei marchi Veneta Cucine e Arredo 3. Grande cura per i particolari, passione per questo lavoro ed una serie di ottimi servizi al cliente fanno di Pedrazzini Arreda la prima scelta in fatto di cucine Milano. Il cliente ha la possibilità di usufruire della consulenza di esperti progettisti che potranno dare un valido contribuito nella scelta e nell’individuazione delle migliori soluzioni, fornendo al tempo stesso fedeli anteprime di ciò che sarà la vostra cucina grazie a sofisticati software di settore. Un team di installatori e falegnami si occuperà invece di installare la tua nuova cucina consegnandola completa di tutto, perfino degli allacci idrici ed elettrici, per consentirti da subito di vivere la tua nuova cucina.

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