Dieci anni di smartphone, cosa è cambiato per gli italiani

Negli ultimi dieci anni lo smartphone ha giocato un ruolo da protagonista nella rivoluzione del sistema dei media, e può essere considerato il vero driver dell’innovazione digitale nel nostro Paese. Se oggi rappresenta quasi un oggetto di culto, la percentuale di chi lo utilizza in Italia è passata dal 15% nel 2009 all’attuale 73,8%. Secondo il Censis, sono stati i giovani under 30 i pionieri del consumo, passati da un’utenza pari al 26,5% nel 2009 all’86,3% dell’ultimo anno. La diffusione su larga scala di una tecnologia personale così potente ha contribuito a una piccola mutazione antropologica che ha finito per plasmare desideri e abitudini. Il 50,9% degli italiani infatti controlla il telefono come primo gesto al mattino o l’ultima attività della sera prima di andare a dormire.  

Nel 2018 i telefonini hanno superato i televisori

Se il 2018 sarà ricordato come l’anno in cui gli smartphone hanno superato i televisori oggi nelle case degli italiani ci sono 43,6 milioni di smartphone e 42,3 milioni di televisori. E il 47,8% delle famiglie in cui vive almeno un minore ha in casa una smart tv o dispositivi esterni che consentono di collegarsi al web.

In dieci anni, inoltre, il 73,5% della popolazione ha superato il digital divide (erano il 48,7% nel 2009. +24,8%) e un terzo degli italiani ha una dieta mediatica ricca ed equilibrata, al cui interno trovano spazio tutti i principali media (audiovisivi, a stampa e digitali).

Come i media influenzano l’umore

Ma come influenzano l’umore degli italiani i media? Confrontando gli stati d’animo degli italiani e i mezzi di comunicazione utilizzati, emerge che tra gli utenti dei social network definiti “compulsivi” (che controllano continuamente quello che accade sui social, intervengono spesso e sollecitano discussioni) troviamo punte superiori alla media sia di ottimisti (22,3%) che di pessimisti (24,3%). Facebook (48,6%) raggiunge l’apice dell’attenzione tra gli utenti classificati come “esibizionisti” (pubblicano spesso post, foto e video per esprimere le proprie idee e mostrare a tutti quello che fanno), mentre gli utenti meno attivi, gli “spettatori”, sono poco pessimisti (17,1%).

Verso la gigabit society

La velocità di connessione ci porterà a entrare nella gigabit society ipotizzata per il prossimo futuro della Commissione europea? Secondo l’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società l’Italia risale di 7 posizioni rispetto alla performance registrata nel 2018, passando in 19ª posizione rispetto alla 26ª dei due anni precedenti. Al buono stato di avviamento del 5G va attribuito il merito della risalita. La nuova variabile introdotta quest’anno premia l’Italia che ha già assegnato il 60% delle frequenze per le reti di connessione del futuro La banda larga fissa risulta disponibile per il 99,8% delle abitazioni, 3 punti in più rispetto alla media Ue (96,7%). Nonostante ciò, la banda larga è utilizzata dal 60,3% delle famiglie italiana, mentre la media Ue è al 76,6%.

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