Effetto di stress e restrizioni, 1,2 milioni di fumatori italiani in più

Dopo la riduzione registrata ad aprile 2020 a maggio 2021 i fumatori sono cresciuti di 1,2 milioni, il 26,2% in più. La pandemia ha cambiato le abitudini degli italiani anche rispetto al fumo, e se tra i fumatori di sigarette tradizionali il 26,3% ora fuma dieci o più sigarette al giorno, tra questi, l’1,5% addirittura più di 20.
Tra i giovani, questi ultimi sono anche quelli che rispetto ai coetanei spendono più denaro senza il controllo dei genitori: se il 45,4% dei non fumatori dichiara di non spendere nulla senza il consenso dei genitori, la percentuale scende al 12,3% tra i fumatori occasionali, e all’11,5% tra i fumatori abituali. Secondo uno studio longitudinale dell’Iss, svolto in collaborazione con l’Istituto Farmacologico Mario Negri, percentuali del tutto sovrapponibili si registrano anche tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche.

A maggio 2021, 26,2% di fumatori

Dallo studio emerge che dopo una riduzione della percentuale dei fumatori osservato ad aprile (21,9%) rispetto a gennaio 2020 (23,3%), ovvero pre lockdown, c’è stato un incremento significativo che ha portato al 24% di fumatori a novembre 2020 e a 26,2% a maggio 2021. Il numero di sigarette fumate al giorno nella rilevazione di maggio 2021 è tornato a essere come in situazione di pre lockdown, mediamente di 10,8 sigarette al giorno (11,4 maschi, 10,1 femmine). A maggio 2021, poi, il 9,0 % della popolazione usa regolarmente o occasionalmente la sigaretta elettronica, con un numero medio di ‘svapate’ al giorno di 30. In particolare, il 65% usa più frequentemente la tipologia ricaricabile, il 22% con serbatoio grande e il 13% ‘usa e getta’, mentre il 67% la usa con liquidi contenenti nicotina.

Durante la pandemia aumenta la percentuale di utilizzatori di http

La percentuale di utilizzatori di e-cig pre lockdown era dell’8,1%, ed è salita al 9,1% ad aprile 2020, rimanendo tale sia a novembre 2020 sia a maggio 2021.A maggio 2021 invece il 7% della popolazione usa regolarmente o occasionalmente la sigaretta a tabacco riscaldato (Htp). La percentuale di utilizzatori di Htp è significativamente aumentata durante la pandemia, passando dal 4,1 % di gennaio 2020 al 4,4 % di aprile 2020 fino al 7% di novembre 2020. Una percentuale rimasta stabile fino a maggio 2021.

Il consumo occasionale di tabacco è associato a comportamenti non salutari

Lo studio rileva poi come il consumo occasionale o abituale di tabacco tradizionale o di sigaretta elettronica sia più frequentemente associato a comportamenti non salutari come il ‘binge drinking’. Si tratta della pratica di consumare cannabis o nuove sostanze psicoattive, ed è un’abitudine attuata più frequentemente dai fumatori di sigarette tradizionali o dagli utilizzatori di sigarette elettroniche rispetto a chi non fuma. Così, se l’1,0% dei non fumatori dichiara di bere fino a perdere il controllo tre o più volte, scrive l’Agi, la percentuale sale a circa il 7,0% tra i fumatori occasionali o abituali di sigarette tradizionali, e a circa il 9,0% tra i consumatori di sigarette elettroniche.

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