I giovani appoggiano le cause sociali su Internet

Per il 67% degli adolescenti i social rappresentano il canale privilegiato su cui attivarsi rispetto a temi sociali, civici o politici. Tra i temi che riscuotono maggiore interesse i cambiamenti climatici e la difesa dell’ambiente (60%), la lotta contro discriminazioni, bullismo e stereotipi (53%), l’immigrazione (25%), i problemi della scuola e i diritti dei minori (18%). Buona parte dei ragazzi si adopera anche per diffondere online queste informazioni, principalmente attraverso i “like” o condividendole sulla propria bacheca o profilo. Ma 1 su 20 (6%) crea in rete un nuovo contenuto sul tema in questione, e il 4% scrive un appello o una petizione di raccolta firme per raggiungere un obiettivo prefissato.

Solo 1 su 3 non è iscritto o non fa parte di nessun gruppo o associazione

Si tratta dei risultati di un sondaggio-dossier dal titolo Dai like alle piazze: giovani e partecipazione civica onlife, condotto da Save the Children in occasione del Safer Internet Day 2020, la giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea. Dalla ricerca emerge che solo 1 adolescente su 3 (30% circa) non è iscritto o non fa parte di nessun gruppo o associazione, 1 su 6 frequenta gruppi scolastici, e 1 su 6 è iscritto ad associazioni di volontariato sociale o associazioni o gruppi religiosi.

L’iscrizione ad associazioni culturali o associazioni per la tutela dell’ambiente riguarda il 7% circa, mentre quella ad associazioni per la cooperazione internazionale o per la tutela dei diritti umani, o a movimenti, partiti politici o comitati di cittadini, riguarda il 4% circa.

Più della metà di chi è attivo online traduce l’impegno in azioni dirette

Dall’indagine sembra poi emergere come l’impegno online divenga per molti una chiave di accesso a una dimensione di impegno diretto sul territorio. L’attivismo digitale rimane infatti confinato nel web solo nel 13% dei casi. Più della metà dei ragazzi attivi online traduce l’impegno anche in azioni dirette di cittadinanza, per cambiare concretamente le cose, partecipando a eventi di sensibilizzazione o mobilitazione collettiva legati alla tematica di interesse.

Ed è la difesa dell’ambiente è la causa che sembra stimolare di più il passaggio all’azione dei ragazzi, con l’83% di quelli che “abbandonano la tastiera” per partecipare a manifestazioni o cortei, riporta Ansa.

Leggere libri “aiuta” a impegnarsi socialmente

“La connessione in rete è oggi una costante della vita quotidiana dei bambini e dei ragazzi – spiega Raffaela Milano, Direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children -. Occorre proteggerli dai rischi della rete, ma allo stesso tempo non dobbiamo ignorare la potenzialità che la rete stessa può avere nello sviluppo della loro cittadinanza attiva”. Ma cosa porta i ragazzi a impegnarsi socialmente? Oltre all’esempio dei genitori, un fattore di rilievo che spinge i giovani ad attivarsi sul web o fisicamente per sostenere cause sociali  sembra essere l’abitudine alla lettura dei libri. Il 57% di chi partecipa “spesso” e il 47% di chi partecipa “qualche volta” anche fisicamente a eventi seguiti online dichiara infatti di aver letto più di 3 libri extrascolastici nell’ultimo anno, contro il 9% e il 12%, rispettivamente, di chi non ne ha letto neanche uno.

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