I lavoratori italiani hanno poca fiducia nella crescita economica

L’Italia è al terz’ultimo posto su 34 Paesi per livello di fiducia nelle condizioni economiche nazionali del 2020. Una posizione condivisa con il Belgio e davanti soltanto a Spagna (41%) e Giappone (26%). I lavoratori italiani accolgono perciò il 2020 con poca fiducia nel miglioramento della situazione economica e finanziaria del Paese. E se poco più di quattro dipendenti su dieci credono in una crescita economica nei prossimi dodici mesi (44%), si tratta di una percentuale in calo del 4% rispetto al 2018, e di 13 punti sotto la media globale, pari al 57%.

Ottimismo per le condizioni delle imprese

Si tratta delle previsioni economiche e finanziarie dell’ultima edizione del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, l’operatore mondiale nei servizi per le risorse umane. Secondo lo studio la fiducia nei risultati delle imprese però resiste, con il 67% dei lavoratori ottimista sulle performance del proprio datore di lavoro. Una percentuale comunque in calo rispetto a due anni fa (75%), e distante tre punti dalla media mondiale (70%).

In Europa calo di fiducia a doppia cifra

Gli italiani sono quindi fra i lavoratori meno ottimisti, collocandosi al 32° posto su 34 Paesi analizzati, a 13 punti di distanza dalla media globale e a 10 dalla media europea. I più prudenti sul futuro sono le donne e i lavoratori più esperti (entrambi al 37%), mentre meno pessimisti appaiono sia i dipendenti di genere maschile (52%) sia i più giovani (50%). Un atteggiamento molto diffuso, con solo 10 Paesi su 34 che esprimono una valutazione stabile o favorevole, e particolarmente evidente nel continente europeo, che ospita sei dei dieci Paesi che registrano un calo di fiducia in doppia cifra (Portogallo, Olanda, Spagna, Austria, Belgio e Svezia).

Nel 2020 condizioni economiche individuali migliori? La fiducia nel miglioramento personale è l’unico indicatore a registrare una crescita. Anche in Italia, con il 41% dei lavoratori che spera di ottenere un aumento di stipendio nel 2020 (+2% sul 2018) e il 50% che si attende di ottenere un bonus (+5% sul 2018). I più ottimisti sono gli uomini (il 54% spera in un bonus, il 45% in un aumento di stipendio) e i lavoratori fino a 45 anni di età (56% e 53%), mentre le donne sono più caute (46% e 38%), insieme ai lavoratori over 45 (42% e 26%). Resta però molto ampio il divario con i colleghi stranieri, che si attesta al -20% per quanto riguarda la speranza di ricevere un aumento di stipendio, e al -6% se si considera l’attesa di un bonus

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