La metà delle Pmi è ancora apprendista digitale

Un’impresa italiana su due è ancora nella fase di “apprendistato digitale”. In particolare, le

piccole e medie imprese, di cui la metà sta appunto cercando di assimilare le nuove tecnologie 4.0. Di passi avanti sulla strada della digitalizzazione ne sono stati fatti, ma a oggi circa 3000 utilizza ancora strumenti digitali di base.

Questa è la fotografia che emerge dall’analisi delle quasi 6000 imprese che hanno effettuato il test di maturità digitale messo a punto dalle Camere di commercio italiane.

Se quindi molti imprenditori fanno ancora fatica a imboccare la strada verso la quarta rivoluzione industriale, tanti altri dimostrano di avere già familiarizzato con le tecnologie digitali.

Il 3% è Campione digitale

Tra le imprese tecnologicamente più smart il 30% è Specialista digitale, ovvero ha digitalizzato buona parte dei processi, il 7 % è Esperto digitale, applica cioè con successo i principi dell’Impresa 4.0, e il 3% è Campione digitale, ha una buona digitalizzazione dei processi e ricorre a tecnologie 4.0.

Sul fronte opposto il 7% è Esordiente Digitale perché legato a una gestione tradizionale dell’informazione e dei processi.

Le tecnologie più diffuse e utilizzate dalle imprese sono quelle cosiddette propedeutiche al 4.0 come, ad esempio, sistemi di gestione ERP (35,2%), sistemi di pagamento mobile, e-commerce (32,8%).

7 imprese su 10 non utilizzano le agevolazioni previste dal Piano nazionale

Il ricorso alle tecnologie abilitanti del Piano Impresa 4.0, riporta Adnkronos, è ancora timido, e 7 imprese su 10 non hanno utilizzato nessuna agevolazione prevista dal Piano nazionale impresa 4.0. Il 7,2% utilizza però Industrial Internet e Internet of Things, il 4,3% fa uso di sistemi di manifattura additiva (stampanti 3D), il 4,2% ricorre a soluzioni per la manifattura avanzata (ad esempio Robot collaborativi) e il 3,4% utilizza sistemi di realtà virtuale e aumentata.

Significativo, invece, l’uso di sistemi per la gestione e la protezione dei dati e delle informazioni: il 31,2% utilizza il cloud e il 27,6% garantisce la sicurezza delle informazioni affidandosi a sistemi di cyber sicurezza e business continuity.

“A frenare il passaggio al digitale è la mancanza di skill adeguate”

“Le piccole e piccolissime imprese capiscono i vantaggi della digitalizzazione per diventare più competitive, ma stentano a impossessarsene – commenta il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli -. A frenare il passaggio al digitale è spesso la mancanza di skill adeguate. Per questo stiamo mettendo a punto un sistema di certificazione delle competenze digitali che aiuti le imprese a identificare le persone giuste di cui avvalersi”.

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