La prima preoccupazione per i giovani del mondo? I cambiamenti climatici

Siamo abituati a sentir dire che i più giovani sono apatici e disinteressati a quanto succede attorno a loro. Beh, non è così: la Deloitte Global 2021 Millennial and Gen Z Survey, giunta alla sua decima edizione, rivela che le nuove generazioni sono attente ai problemi globali e soprattutto vogliono cambiamenti che possano portare a un mondo più equo e sostenibile. Si tratta di una tendenza globale, dato che i risultati sono simili anche se il sondaggio è stato condotto su oltre 23.000 intervistati in tutti i Paesi del globo (800 in Italia).

I temi che stanno più a cuore agli italiani 

“Ambiente, disoccupazione e salute sono i tre grandi temi che preoccupano i Millennial e la GenZ in Italia. A un anno dall’inizio della pandemia i Millennial italiani sono preoccupati per le prospettive lavorative e finanziarie, mentre cresce l’attivismo della GenZ, che porta con sé una maggiore attenzione per il tema ambientale, ma anche una nuova sensibilità sulle discriminazioni legate al genere, all’etnia e all’orientamento sessuale” precisa il rapporto. Al sondaggio hanno risposto i cosiddetti Millennial (nati tra il 1983 e il 1994) e GenZ (nati tra il 1995 e il 2003) in Italia e nel mondo.

Gli italiani più sensibili ai temi ambientali

Dalla stessa ricerca emerge come i ragazzi italiani, sia GenZ sia Millennial, siano più sensibili della media globale sul tema ambientale ma, allo stesso tempo, siano più scettici sulla probabilità che le persone, dopo la pandemia, si impegneranno ad agire sulle questioni ambientali. A crederci, infatti, è solo il 23% dei Millennial italiani contro il 37% dei Millennial nel mondo e il 31% della GenZ italiana contro il 40% della GenZ nel mondo. Inoltre, il 49% dei Millennial e il 48% della GenZ del nostro Paese pensa che abbiamo già raggiunto il punto di non ritorno ed è troppo tardi per contrastare il cambiamento in corso.

Il messaggio alle aziende

“Dalla Millennial&Gen Z Survey emerge chiaramente che i giovani sono sempre più preoccupati per la situazione ambientale e sono molto critici verso i leader, sia politici sia aziendali, che hanno affrontato la questione finora. Come dimostra il report dell’Ipcc pubblicato lunedì 9 agosto, i ragazzi esprimono una preoccupazione legittima e fondata. Per questo anche le istituzioni e le imprese devono iniziare ad affrontare il cambiamento climatico come una minaccia serie e imminente” ha commentato Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia. “In particolare, per le imprese italiane non solo ci sarà bisogno di una conversione di prodotti e servizi nel segno della sostenibilità, ma sarà anche vitale riuscire a includere nelle proprie strategie di lungo periodo i rischi legati al cambiamento climatico. Non farlo potrebbe avere costi elevatissimi, e quasi certamente superiori a quelli che stiamo pagando per la pandemia da Covid-19”.

Commenti disabilitati su La prima preoccupazione per i giovani del mondo? I cambiamenti climatici

Filed under Varie

Comments are closed.