Lo shopping diventa phygital e i consumi ibridi tra virtuale e reale

Il report Lifestyle Survery pubblicato da Euromonitor International elenca le nuove priorità di shopping per l’anno nuovo sui consumi globali. Se da una parte avremo un occhio più attento verso la convenienza, spinti dal rallentamento economico in corso a livello globale, quando spenderemo lo faremo soprattutto per crearci “oasi all’aria aperta” in città, a supporto di un maggiore bisogno di benessere fisico e psicologico. Compreremo quindi prodotti per il giardinaggio, arredamento outdoor, sport e spenderemo per attività culturali e sociali all’aperto. E il pendolarismo sarà a piedi, in bicicletta o in scooter. Il 2021 di fatto porterà però una nuova tendenza, la cosiddetta Phygital, l’ibrido fra mondo fisico e virtuale, applicabile in molti ambiti, dal lavoro agli acquisti, dal gioco al tempo libero.

Aumenteranno gli strumenti digitali per praticare le attività quotidiane

Da casa sperimenteremo lo shopping con il personal shopper presente in negozio connesso in videocall o attraverso i nuovi camerini virtuali. Faremo pause pranzo o caffè con i colleghi in ufficio, connettendoci con schermi inseriti nelle aree comuni, e così via.

Insomma, aumenteranno gli strumenti digitali per praticare le attività quotidiane, a casa come fuori. Lo shopping, precisa una nota di Ansa, includerà anche nuovi e-games per avventurarsi “fuori” rimanendo a casa, e aumenterà anche l’offerta di lezioni di fitness virtuale, seguite dallo smartphone, ma coordinate dai trainer in diretta streaming, proprio in stile phygital.

Il revenge shopping

Neonata modalità di fare acquisti è inoltre l’inclusione di parametri più politici nelle scelte di spesa. Soprattutto per Millennials e Gen Z. Ma non solo. “I giovani si sentono particolarmente scollegati dal sistema politico, credendo che chi è al potere non lo faccia con cura di rappresentarli – scrivono gli analisti Euromonitor International -. Sottovalutare il malcontento ha portato irrequieti e ribelli verso il ‘revenge shopping’, cioè fare acquisti stravaganti dopo essere stati limitati e costretti a casa per molti mesi”. In particolare, di bevande alcoliche, cibi spazzatura e videogiochi.

Riconfigurare l’equilibrio tra lavoro e vita privata in un mondo socialmente distante

“I consumatori sono scossi e agitati, rivalutano le loro priorità e identità, riconfigurando l’equilibrio tra lavoro e vita privata ed esplorando nuovi hobby in un mondo socialmente distante”, spiegano gli analisti. Prima della pandemia il 46% della generazione Z e il 50% dei Millennials preferiva spendere i propri soldi per fare esperienze piuttosto che comprare oggetti, ma a furia di stare a casa, si prevede una ripresa dello shopping di giocattoli veri e giochi educativi per i bambini, e accessori per hobby per gli adulti. Andranno per la maggiore anche arti e mestieri, strumenti musicali, attrezzatura sportiva e lezioni online (taglio e cucito, fare a maglia, bricolage) per acquisire nuove competenze specialistiche.

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