Milano è prima per valore aggiunto, ma le province sono in rosso

A Roma e Milano si produce il 19,7% dell’intera ricchezza del Paese (+2% rispetto al 2000), con le prime 20 province che concentrano il 55,4% di tutta la ricchezza prodotta. Ma se Milano con 47.945 euro si conferma prima nella classifica provinciale per valore aggiunto pro-capite, staccando la capitale di 7 posizioni, tutte le province hanno chiuso il 2020 con il segno meno davanti al dato sul valore aggiunto. È quanto emerge dall’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere sul valore aggiunto provinciale del 2020 e i confronti con il 2019, una delle attività storiche di misurazione dell’economia dei territori realizzata dal sistema camerale.

Più penalizzati i territori industriali di piccola impresa

Milano si conferma quindi al primo posto della classifica italiana provinciale per reddito pro-capite, con quasi 47mila e 500 euro per abitante (indice Italia =100, pari a 189,5), e rafforza il suo margine di vantaggio con la seconda in classifica, Bolzano (156,8), con uno scarto che sfiora il 21%, mai così alto dal 2012 a oggi. Segue, in terza posizione, Bologna (140,7). Le economie territoriali a più alta presenza di imprese con meno di 50 addetti, che sono la dorsale del nostro sistema Paese, fra il 2019 e il 2020 hanno registrato le perdite più consistenti di reddito prodotto, pari a -7,5%. In particolare, in quest’ambito fanno registrare perdite più significative di valore aggiunto Pistoia (-9,0%), Prato (-9,5%), Fermo (-7,3%), Barletta-Andria-Trani (-10,6%) e Sud Sardegna (-9,5%), riporta Askanews.

Le province del Sud mostrano migliore capacità di resilienza

Quanto alle aree del Paese, a causa dell’effetto Covid a soffrire di più sono stati il Nord (-7,4%) e le aree a maggiore vocazione industriale (-7,9%), in particolare, dove insistono i sistemi della moda e della cultura, quelle a più elevata presenza di piccole imprese (-7,5%) contro una media nazionale del -7,1%. Sul fronte opposto, pur in un contesto di generale contrazione, migliore capacità di resilienza hanno mostrato le province del Sud (-6,4%), con 8 province su 10 che mostrano riduzioni più contenute, oltre ad alcune province fra quelle che hanno una elevata concentrazione di imprese che investono nel Green o che sono caratterizzate da una forte importanza della Blue economy. Una più elevata incidenza si rileva nella Pubblica Amministrazione.

L’effetto Covid non ha risparmiato nessuna provincia italiana

“L’effetto Covid non ha risparmiato nessuna provincia italiana, ma senza la tenacia delle nostre imprese unita ai provvedimenti del governo le perdite del valore aggiunto che abbiamo registrato sarebbero state ben più importanti – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete -. E anche il sistema camerale con le iniziative messe in atto ha certamente contribuito a contenere i danni causati dal lockdown, restando vicino alle imprese e ai territori – aggiunge il presidente Unioncamere -. Per questo è importante mettere a terra le iniziative previste dal PNRR e in questo le Camere di commercio con la loro rete radicata nei territori possono essere uno strumento eccezionale”.

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