Nuova Agenzia delle Entrate, ecco come funzionerà. Anche per i pignoramenti

Si chiama Nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione, nasce dalla fusione tra l’Agenzia dell’Entrate, appunto, e la controversa Equitalia: dal primo luglio 2017 è diventata operativa e tutte le questioni pendenti con Equitalia saranno trasferite al nuovo ente incaricato della riscossione. Se all’inizio l’abolizione di Equitalia era stata accolta con sollievo dai cittadini, con la definizione dei poteri del nuovo ente le ragioni per essere “allegri” si sono via via ridotte. A dire la verità, non è che le cose cambino moltissimo: ci sono però alcuni aspetti che possono rendere più “aspra” la posizione dei contribuenti ritenuti morosi.

Controllo dei conti senza autorizzazione del giudice

In base a quanto prevede il Decreto Fiscale, la nuova Agenzia ha infatti maggiori poteri per l’individuazione delle evasioni, ma anche per il pignoramento e l’ipoteca. L’articolo 3 stabilisce che l’ente potrà “utilizzare le banche dati e le informazioni” alle quali l’Agenzia delle Entrate è autorizzata ad accedere, “anche ai fini delle funzioni relative alla riscossione”. In questi dati sono inclusi tutte le informazioni che si possono ottenere accedendo direttamente “alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale”. In soldoni, significa che  l’Agenzia delle Entrate – Riscossione può visualizzare e controllare i conti correnti senza ottenere prima l’autorizzazione del giudice. Sostanzialmente, l’ente ha la facoltà di verificare autonomamente i nostri conti prima di procedere a un eventuale pignoramento. E, potendo accedere liberamente a banche dati per la ricerca dei conti correnti eventualmente da pignorare, all’Agenzia non serve l’autorizzazione del tribunale, come invece accadeva in precedenza.

Accesso alle banche dati dell’Inps

“L’Agenzia può acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell’Inps – riporta il Decreto Fiscale – per l’attivazione mirata delle norme relative al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità”.  L’Ente, infatti, ha accesso diretto ai dati dell’Anagrafe Tributaria.

Cambiamenti? Insomma. La legge c’è da 12 anni

A dire la verità, anche con il passaggio al nuovo ente resta valida la legge 203/2005, quindi in vigore da 12 anni, che disciplina l’eventuale pignoramento dei conti correnti dei contribuenti debitori. La legge 203, infatti, ha introdotto il “pignoramento presso terzi”, la procedura che consente all’ente di riscossione di

bloccare il conto corrente senza l’obbligo di richiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria. La differenza  sostanziale, a partire dal 1 luglio, è che il nuovo ente non dovrà passare prima dall’Agenzia delle Entrate e attenderne il via libera, come faceva Equitalia, ma bensì potrà subito, in caso di pignoramento, bloccare tali cifre dal contro corrente e utilizzarle per pagare il debito.

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