Autostrade, la mappa dei rincari

Anno nuovo, aumenti nuovi, pure per la mobilità. Oltre a luce e gas, infatti, arrivano dei bei salassi anche per quanto riguarda i pedaggi autostradali. Si tratta di aumenti percentuali non indifferenti: l’incremento medio per i veicoli sull’intera rete autostradale, calcolato sulla base delle percorrenze 2016, sarà di 2,74%. Lo afferma il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti precisando che l’aggiornamento annuale delle tariffe deriva dall’applicazione di quanto contrattualmente previsto dalle Convenzioni Uniche stipulate dal 2007 in attuazione della legge di riforma del settore n. 296/2006 unitamente alle Delibere Cipe del 2007 e del 2013 che hanno stabilito le formule tariffarie e criteri di calcolo.

Da Autostrade per l’Italia gli aumenti più contenuti

Con un aumento dell’1,51%, l’adeguamento tariffario di Autostrade per l’Italia risulta essere il più basso. Il dato è stato diffuso da Autostrade per l’Italia in un comunicato precisando che tale incremento, in conformità alla Convenzione Unica, include il recupero del 70% dell’inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati.

Chi sale e chi scende: gli incrementi sulle varie tratte

Ecco qualche dato di pedaggio, e le relative variazioni, sulle autostrade di maggior percorrenza, così come ripreso da AdnKronos. Prato Est – Firenze Ovest: invariato; San Cesareo – Roma Sud: da 1,10 a 1,20 euro; Binasco – Milano Ovest: da 1,30 a 1,40 euro; Lodi – Milano Sud: da 2,30 a 2,40 euro; Gallarate Ovest- Vergiate-S.C.: invariato ; Padova Est – Venezia Mestre: invariato ; Milano Est – Bergamo: da 3,40 a 3,50 euro; Roma Nord – Orte: da 4,40 a 4,50 euro; Milano Ghisolfa – Rondissone: da 15,60 a 16,80 euro; Firenze Sud – Firenze Scandicci: da 1,10 a 1,20 euro. I rincari si fanno sentire molto di più per le concessionarie Rav (+52,69% Tratta Aosta Ovest – Morgex km 31,4 da euro 5,60 ad euro 8,40), Strada dei Parchi (+12,89%) e Autostrade Meridionali (+5,98%) a seguito del riconoscimento di pronunce giudiziarie su ricorsi attivati dalle società.

Per le Società Torino-Milano (8,34%) e Milano Serravalle (+13,91%) gli incrementi tariffari remunerano in particolar modo gli investimenti di adeguamento e potenziamento della rete eseguiti.

Le proteste dell’Unione Nazionale Consumatori

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, alza la voce: “Si tratta di aumenti inaccettabili. Anche se il rialzo medio dei pedaggi sulla rete autostradale è del 2,74%, ci sono incrementi bulgari. Avere rincari del 13,91%, come per la Milano Serravalle, vuol dire mandare in tilt i bilanci di quei pendolari costretti a prendere quella tratta”.

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Vivere, dormire, incontrare e lavorare. La casa è a “ciclo continuo”

La casa vissuta soltanto come rifugio, come “nido” dove ricaricare le batterie dopo una lunga giornata e ritrovarsi con i propri cari? Sì, ma non solo. Lo rivela la società di ricerche di mercato Doxa, con un’indagine che spiega che, oggi, un italiano su 3 è intento a svolgere con cadenza regolare o giornaliera un’attività lavorativa nella propria casa. Quindi l’abitazione non è più semplicemente il luogo del relax e dello ‘stacco’, ma anche un ambiente lavorativo a tutti gli effetti.

Un trend in forte crescita

In occasione di una delle principali fiere del settore della casa – HOMI, Salone degli Stili di Vita di Fiera Milano, in programma dal 26 al 29 gennaio 2018 – Doxa presenterà ufficialmente l’osservatorio permanente sugli stili di vita abitativi degli italiani. E anticipa alcuni trend destinati a rivoluzionare la vita (e le case) di tutti noi. A cominciare dalla fruizione stessa dellabitazione, sempre più polifunzionale e modulabile. “È la casa a ciclo continuo che affianca alla funzione classica di cura e riposo quella produttiva e lavorativa sempre più diffusa tra tutte le classi d’età” spiega Paola Caniglia, Retail & Crowdsourcing Head of Department di Doxa. Che aggiunge: “Oggi le nostre case sono sempre più ‘vissute’ e presidiate durante l’intero arco della giornata. Anche da una percentuale crescente di popolazione attiva. E la tendenza è in forte crescita”.

Come si lavora nelle quattro mura

Ma chi sono i nostri connazionali, ben un terzo della popolazione, impegnati anche professionalmente a casa? “Si tratta perlopiù di persone che utilizzano il pc portatile per lavorare in vari ambienti, spostandosi a seconda della fascia oraria e delle esigenze degli altri componenti del nucleo familiare” spiega Caniglia. “Innescando così una serie di conseguenze a cascata sia nell’organizzazione degli spazi abitativi sia nella scelta degli arredi stessi della casa”.

Un modo di abitare che cambia nel tempo

Era il 1949 quando Doxa lanciò la prima ricerca di mercato sulla casa degli italiani. Scoprendo che il 96,8% delle famiglie non possedeva la ghiacciaia elettrica (ossia il frigorifero!), l’88,8% non aveva i termosifoni e, ancora, il 73,4% era senza il bagno in casa. Certo, era il Dopoguerra, e il nostro paese era molto diverso da come è adesso. Eppure la casa, già allora, era il rifugio per eccellenza. “E lo è ancora oggi” conferma Caniglia. Infatti “Il 75% degli italiani la considera ‘in cima alle priorità’ o comunque ‘molto importante'”.

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La gelosia? Non è comandata dal cuore, ma dal cervello

Alzi la mano chi non ha mai sofferto di gelosia, spesso ingiustificata. La colpa di questo sentimento così doloroso, capace anche di far compiere degli atti insensati, è stata per lungo tempo attribuita alla debolezza del cuore e a una sensibilità forse un po’ traballante. Niente di più falso. Se le cose sono state rimesse nel giusto ordine e se probabilmente in futuro potremo “curarci” dai morsi di questa scomoda emozione, dobbiamo dire grazie a delle… scimmiette.

Le scimmie Tili hanno rivelato come funziona il cervello

Una squadra di  di ricercatori del California National Primate Research Center ha infatti studiato una particolare specie di primati monogami, rilevando dati preziosi anche per “leggere” le emozioni umane e le loro relative conseguenze. Gli scienziati hanno infatti  mappato l’area della gelosia e della monogamia nel cervello, per ora in quello delle scimmie Titi. Questa simpatica specie di scimmie fa parte del 3-5% di animali caratterizzate da legami monogami e permanenti. Un po’ come nel caso degli esseri umani, le Titi sanno creare legami duraturi con il proprio partner, mostrando una serie di comportamenti decisamente umani. Ad esempio, si stressano se vengono separate dal loro compagno.

La gelosia coinvolge tutti 

“Hanno atteggiamenti ed emozioni che riconosciamo come vicine a come ci sentiamo noi”, afferma Karen Bales, scienziata che ha condotto lo studio insieme a Nicole Maninger. “L’idea alla base di tutto questo è che dobbiamo capire come funziona normalmente la neurobiologia del legame sociale, prima di capire cosa succede in situazioni in cui questo è compromesso. Ad esempio, nei disordini come l’autismo o la schizofrenia”. Gli scienziati hanno provocato nei maschi delle scimmie uno stato di gelosia, allontanandoli dalle loro compagne. Alle signore scimmiette è stato poi affiancato un maschio sconosciuto, facendo in modo che il partner assistesse alla scena. E per 30 minuti hanno filmato tutto.

Uno stato di alterazione fisico

I poveri maschi messi a dura prova hanno subito mostrato segni endocrini di stress sociale, con un deciso aumento di testosterone e cortisolo nell’organismo. Soprattutto, le scansioni del cervello delle scimmie che hanno dovuto vedere la loro partner con un altro maschio hanno rivelato una maggiore attività nella corteccia cingolata, una zona del cervello associata all’esclusione sociale negli esseri umani. Allo stesso tempo, gli studiosi hanno notato che nel cervello si attivavano anche alcune aree legate all’aggressività. E lo stesso processo cerebrale si produrrebbe nella mente degli esseri umani in preda a un attacco di gelosia.

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L’ufficio? Disegnalo con le pareti modulari

Coniugare funzionalità ed estetica, desiderio di privacy e necessità di collaborazione sono le principali tematiche che bisogna affrontare quanto si deve allestire un nuovo ufficio o ristrutturarne uno. Gli ambienti open space, tanto amati negli anni passati, hanno un po’ segnato il passo a favore di soluzioni allo stesso tempo ariose ma anche confortevoli e idonee alla migliore produttività.

Le pareti divisorie

La soluzione a ogni esigenza progettuale, quando si parla di spazi di lavoro, è rappresentata dalle pareti divisorie modulari. Decisamente meno statistiche e definitive dei “classici” muri in mattone, tali pareti garantiscono la migliore estetica e soprattutto, non essendo strutture permanenti, possono essere modificate o smontate anche in momenti successivi. In questo modo si potrà cambiare velocemente l’assetto dello spazio lavorativo con il mutare delle esigenze professionali. Ancora, possono essere montate in ambienti ridotti.

Velocità nell’installazione

L’installazione di questi elementi, purché fatta da professionisti esperti, richiede poco tempo e soprattutto prevede costi decisamente interessanti. Ancora, pur trattandosi di strutture modulari e flessibili, sotto il profilo della sicurezza tali pareti non hanno nulla in meno rispetto a soluzioni più tradizionali. Anzi, rispettano normative di legge ancora più severe e sono sottoposte a controlli accuratissimi.

Comfort in bellezza

Oltre alla praticità, spesso negli uffici e nelle aziende va rispettato anche il principio dell’estetica, specie se si tratta di luoghi in cui si ricevono i clienti, i partner e servano da spazi di rappresentanza. Anche in questo caso, nessun problema: esistono pareti modulari capaci di soddisfare le più varie esigenze estetiche e progettuali per forma, materiale e colore.

Pareti divisorie in vetro, largo alla luce

Tra le soluzioni che stanno sempre più prendendo piede in questo settore, spiccano in particolare modo le pareti divisorie in vetro. Per le loro intrinseche caratteristiche, sono la  soluzione ideale per organizzare open space e ambienti di lavoro, creando scenografiche sale riunioni o confortevoli uffici. La loro peculiarità e aspetto distintivo è quello di caratterizzare l’ambiente con una forte luminosità e trasparenza, donando ampiezza e respiro allo spazio di lavoro. Per avere un’idea più completa di quello che offre il mercato, un ottimo suggerimento è visitare la sezione Realizzazioni sul sito di R&T, uno dei principali brand italiani specializzati in pareti divisorie per ufficio. Direttamente on line si possono visionare le  opere realizzate in ambito sia industriale sia commerciale.

Prodotti su misura

Un altro aspetto da non sottovalutare è che anche le pareti divisorie in vetro, se realizzate da un’azienda esperta, possono essere di vario tipo e soprattutto di diverse dimensioni. Vengono infatti prodotte su misura per ogni singolo cliente a adattate agli spazi preesistenti. Le porte possono essere scorrevoli o a battente, intelaiate o a spigolo vivo in vetro. In uffici o aziende particolarmente “affollati”, le pareti possono essere dotate di appositi vetri per l’abbattimento del rumore.

Gestione facile

Semplici da mantenere e anche da pulire, dettaglio non da poco negli ambienti lavorativi, le pareti divisorie in vetro possono essere personalizzate con profili in diversi tinte, per dare all’ambiente un tocco creativo e in linea con il mood e i colori aziendali.

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Aiuto: nel mondo ci sono più Sim telefoniche che persone

I cellulari hanno preso il sopravvento, anche sulla popolazione. Stiamo parlando ovviamente di numeri, ma si tratta di dati davvero impressionanti. Oggi nel mondo ci sono più Sim attive che esseri umani. Le cifre parlano chiaro: il tasso di penetrazione della telefonia mobile ha toccato quota 103% nel corso del secondo trimestre 2017. Una percentuale che dice, forte e chiaro, che sul nostro pianeta ci sono più Sim che persone in carne e ossa.

I numeri del mobile

Complessivamente, nel mondo ci sarebbero 7,7 miliardi di abbonamenti alla telefonia mobile (+92 milioni nel secondo trimestre 2017), con una aumento intorno al 6% anno su anno. I dati sono il frutto dell’ultimo aggiornamento del Mobility Report di Ericsson. Incrementi così significativi si devono in particolare modo ai paesi a più alto tasso di crescita: la Cina in primis, con 19 milioni di nuovi abbonamenti, seguita dall’India (+17 milioni), dall’Indonesia (+7 milioni) e dal Ghana (+4 milioni).

Utenti e Sim: c’è chi ne possiede più di una

Alcuni numeri del report potrebbero apparire in contraddizione, se si considera che gli utenti ai servizi mobile hanno raggiunto quota 5,3 miliardi. L’apparente discrepanza tra il numero totale delle sottoscrizioni-abbonamenti (7,7 miliardi) e quello degli abbonati unici è spiegata dal fatto che alcuni utenti hanno più di una Sim attiva.

Il traffico dati aumenta, grazie alla banda larga

In base alle ultime rilevazioni, il traffico dati effettuato attraverso dispositivi mobili ha registrato un balzo del +67% nel corso dell’ultimo anno, considerato il periodo secondo trimestre 2016-secondo trimestre 2017.  Incrementi anche dall’inizio dell’anno: il secondo trimestre del 2017 segna un +10% sul primo trimestre. Questo vero e proprio boom è da attribuirsi al costante e veloce aumento degli abbonati alla banda larga mobile, nonché alla crescita del volume medio di dati per sottoscrizione, grazie soprattutto alla crescita di social network e condivisione di video.

Venduti 370 milioni di smartphone in un trimestre

Un altra cifra che fa rimanere a bocca aperta è il numero di smartphone venduti nel secondo trimestre 2017: si parla di 370 milioni di apparecchi, più o meno l’80% del totale dei cellulari venduti nel trimestre (il restante 20% è costituito dai vecchi cellulari che non hanno la connessione a Internet) rispetto al 75% del quarto trimestre 2015. Sul totale delle sottoscrizioni ai telefoni cellulari, il 56% è associato a smartphone. E per il prossimo futuro le previsioni sono tutte nelle direzione di un’ulteriore crescita.

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Advertising mirato, ecco il decoder intelligente

I vantaggi di uno spot televisivo, che proprio grazie alla sua potenza ed efficacia sul pubblico è un mezzo non alla portata di tutti gli inserzionisti, sono numerosi. Si può citare il fatto che il target di riferimento viene coinvolto direttamente a casa propria, in un contesto cioè intimo, dove si può essere ben disposti all’ascolto. Qualcuno cambierà canale e qualcun altro si alzerà dal divano, d’accordo, ma in tanti si lasceranno catturare da suoni, immagini, luci e altri elementi altamente spettacolari, che danno vita a storie spesso originali, in grado, in soli trenta secondi, di suscitare emozioni oppure informare. Ci pensa, poi, l’effetto ripetizione a stimolare meccanismi psicologici di riconoscimento e ricordo, e tutto questo secondo un patto ormai tacito con il pubblico, che non si sente manipolato e ha le conoscenze critiche per giocare con le figure retoriche inscenate: ironia, iperbole, contrapposizione e via seguendo.

Ciò che mancava allo spot televisivo, rispetto all’advertising sul web, è la capacita di campionare, profilare e targhettizzare il pubblico in base a quelli che sono i suoi reali interessi. Grazie agli algoritmi utilizzati nei più diffusi motori di ricerca e ai cookies dei siti web, infatti, su internet il pubblico riceve degli annunci pubblicitari assai mirati, legati ai propri interessi. Se si è visionato un sito di giocattoli per scegliere un regalo, si può star certi che su internet e i social network compariranno presto banner, mini-video e pop-up inerenti al prodotto ricercato o ai suoi competitor.

Seguendo questo stesso meccanismo, Sky ha attivato dal 2003 in Gran Bretagna una forma di targeting che consente di ricevere pubblicità meglio indirizzata anche in televisione, e ha da poco lanciato in Italia una sorta di decoder intelligente capace di selezionare la pubblicità in base ai gusti dello spettatore, in modo molto raffinato. Il servizio è attivo su chi ha ricevuto un decoder Hd MySky, che in Italia sono circa 3,3 milioni di utenti su 4,7 abbonati Sky totali. La pubblicità profilata è un vantaggio un po’ per tutte le parti in causa: Sky è in grado di fornire un servizio che offre la stessa misurabilità di un annuncio web anche in televisione. L’inserzionista può indirizzare la comunicazione pubblicitaria verso un target ricettivo, ottenuto studiando i dati socio-demografici degli abbonati, generando maggiori ritorni. Il pubblico, infine, assiste a spot televisivi che riescono a suscitare il suo interesse. Il decoder intelligente è uno strumento assai promettente, tanto che si attende una rapida adozione di un’analoga tecnologia da parte dei concorrenti di Sky.

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Nuova Agenzia delle Entrate, ecco come funzionerà. Anche per i pignoramenti

Si chiama Nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione, nasce dalla fusione tra l’Agenzia dell’Entrate, appunto, e la controversa Equitalia: dal primo luglio 2017 è diventata operativa e tutte le questioni pendenti con Equitalia saranno trasferite al nuovo ente incaricato della riscossione. Se all’inizio l’abolizione di Equitalia era stata accolta con sollievo dai cittadini, con la definizione dei poteri del nuovo ente le ragioni per essere “allegri” si sono via via ridotte. A dire la verità, non è che le cose cambino moltissimo: ci sono però alcuni aspetti che possono rendere più “aspra” la posizione dei contribuenti ritenuti morosi.

Controllo dei conti senza autorizzazione del giudice

In base a quanto prevede il Decreto Fiscale, la nuova Agenzia ha infatti maggiori poteri per l’individuazione delle evasioni, ma anche per il pignoramento e l’ipoteca. L’articolo 3 stabilisce che l’ente potrà “utilizzare le banche dati e le informazioni” alle quali l’Agenzia delle Entrate è autorizzata ad accedere, “anche ai fini delle funzioni relative alla riscossione”. In questi dati sono inclusi tutte le informazioni che si possono ottenere accedendo direttamente “alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale”. In soldoni, significa che  l’Agenzia delle Entrate – Riscossione può visualizzare e controllare i conti correnti senza ottenere prima l’autorizzazione del giudice. Sostanzialmente, l’ente ha la facoltà di verificare autonomamente i nostri conti prima di procedere a un eventuale pignoramento. E, potendo accedere liberamente a banche dati per la ricerca dei conti correnti eventualmente da pignorare, all’Agenzia non serve l’autorizzazione del tribunale, come invece accadeva in precedenza.

Accesso alle banche dati dell’Inps

“L’Agenzia può acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell’Inps – riporta il Decreto Fiscale – per l’attivazione mirata delle norme relative al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità”.  L’Ente, infatti, ha accesso diretto ai dati dell’Anagrafe Tributaria.

Cambiamenti? Insomma. La legge c’è da 12 anni

A dire la verità, anche con il passaggio al nuovo ente resta valida la legge 203/2005, quindi in vigore da 12 anni, che disciplina l’eventuale pignoramento dei conti correnti dei contribuenti debitori. La legge 203, infatti, ha introdotto il “pignoramento presso terzi”, la procedura che consente all’ente di riscossione di

bloccare il conto corrente senza l’obbligo di richiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria. La differenza  sostanziale, a partire dal 1 luglio, è che il nuovo ente non dovrà passare prima dall’Agenzia delle Entrate e attenderne il via libera, come faceva Equitalia, ma bensì potrà subito, in caso di pignoramento, bloccare tali cifre dal contro corrente e utilizzarle per pagare il debito.

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Auto e vacanze, i controlli da fare prima di partire

L’auto è ancora il mezzo preferito per raggiungere le località di vacanza o per concedersi un tour itinerante. Perché il viaggio non si trasformi in un incubo, però, prima di mettersi in strada è necessario verificare lo stato di salute della macchina. Si tratta di pochi accorgimenti, ma che spesso non abbiamo il tempo di effettuare: bene, adesso è arrivato il momento per correre ai ripari e far sì che tutto sia perfetto. Quindi, prenotate un check completo presso un’officina di fiducia.

I documenti innanzitutto

Fondamentale per non rischiare guai anche seri lungo il percorso è fare una verifica dei documenti dell’auto. L’assicurazione è a posto, è stata rinnovata? Idem per l’eventuale revisione: è stata effettuata per tempo e in tempo?

Le regole del buon viaggio in auto

1 Pneumatici: vanno controllati e in particolare modo va verificata la pressione e lo spessore del battistrada. La norma afferma che il battistrada deve essere almeno di 1,6 millimetri, pena la stabilità e quindi la sicurezza. Lo stesso vale anche per la ruota di scorta.

2 Freni: pastiglie, dischi e freno di stazionamento devono essere perfetti soprattutto se si parte per un lungo viaggio. Questa è un’operazione che conviene far svolgere da un meccanico esperto.

3 Livelli: prima di mettersi al volante, va eventualmente sostituito o rabboccato l’olio motore. Stesso discorso per i liquidi, soprattutto quello di raffreddamento e del lavavetri. Anche le spazzole dei tergicristalli devono godere di buona salute.

4 Airbag: sperando di non usarlo mai, l’airbag va controllato specialmente in caso di spie accese. E in auto che hanno oltre 15 anni di età.

5 Condizionatore: chilometri e chilometri al caldo non fanno certo bene alla guida e al buonumore. L’impianto deve funzionare perfettamente.

6 Navigatore: le mappe vanno aggiornate. Chi vorrebbe trovarsi perso nella campagna, lontano da casa, senza punti di riferimento?

Bambini a bordo

Per i più piccoli un lungo viaggio in macchina può essere fonte di stress e nervosismo, con indubbie ricadute negative su tutta la famiglia. Oltre ad avere a bordo seggiolini omologati e perfettamente agganciati, obbligatori e fondamentali la sicurezza, conviene attrezzarsi con qualche passatempo. I giochi sono sempre degli ottimi compagni di viaggio.

Mai senza

Una buona organizzazione mette al riparo da possibili imprevisti. Prima di partire, è buona norma controllare anche il proprio telefono, avendo la certezza di avere credito sufficiente e in memoria tutti i numeri di emergenza. E, nel dubbio, meglio tenere sottomano un caricabatterie da viaggio.

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Compravendita case di lusso Monza e Brianza

Muoversi nel mercato immobiliare è davvero molto difficile per un non addetto ai lavori, e riuscire a vendere e acquistare casa comporta il dover far fronte ad un gran numero di pratiche e burocrazia, per cui è meglio affidarsi ad aziende specializzate così da avere qualcuno che svolga il lavoro al posto nostro, consentendoci di dormire sonni tranquilli. Le case di lusso, le ville e gli appartamenti prestigiosi a Monza e in Brianza sono in cima ai desideri di tanti, data l’assoluta bellezza e tranquillità della zona, e coloro che desiderano individuare la soluzione più adatta alle esigenze proprie e dalla famiglia preferiscono affidarsi a chi conosce bene il settore e può fornire soluzioni d’alto profilo e un supporto costante.

Da oltre trent’anni, l’agenzia immobiliare Giordano Mischi è il punto di riferimento per quanti sono alla ricerca di abitazioni di lusso a Monza e in Brianza, fornendo un servizio efficiente e un’assistenza continua dall’inizio alla fine della procedura d’acquisto o vendita dell’immobile individuato. Se sei dunque alla ricerca di una agenzia immobiliare a Monza, Giordano Mischi è sicuramente la scelta migliore che tu possa fare: da sempre sinonimo di affidabilità e trasparenza, l’agenzia vanta un team di consulenti qualificati e competenti,  in grado di individuare la soluzione ideale per ciascuno fornendo un supporto costante.

Il  team è inoltre continuamente aggiornato sulle normative e dinamiche di mercato, così da offrire sempre il miglior servizio possibile di vendita o acquisto di immobili. Per questa rinomata agenzia infatti, la cosa più importante è la soddisfazione del cliente, e per questo motivo adopera il massimo dell’attenzione in tutte le fasi del processo di acquisto  o vendita. Acquistare o vendere un appartamento o villa di lusso è un impegno che richiede notevole cura per i particolari e un piano strategico ben definito: l’agenzia  Giordano Mischi propone per questo campagne pubblicitarie di alto profilo in base alle richieste ed esigenze del cliente, ricerche di mercato personalizzate, studio dei canali più appropriati per concludere la compravendita positivamente, un rendiconto periodico dell’andamento delle strategie attuate e delle visite effettuate dai potenziali clienti. L’agenzia immobiliare Giordano Mischi è dunque una certezza per chi ha necessità di acquistare e vendere immobili di lusso a Monza e Brianza, la risorsa ideale per soddisfare le esigenze di tutta la famiglia.

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Pedrazzini Arreda: cucine da vivere

L’importanza che l’ambiente della cucina riveste all’interno di una casa è radicalmente cambiato negli ultimi anni, e da luogo in cui vengono semplicemente preparati i pasti, essa è diventata luogo in cui intrattenere gli ospiti, ricevere visitatori e trascorrere del tempo guardando la tv o leggendo un libero. La cucina è insomma ormai diventata un ambiente polifunzionale, e da qui nasce l’esigenza di un design che sia sempre il più ricercato ed il più personalizzabile possibile. Cercare di dare il proprio “tocco”, la propria impronta, è oggi infatti una priorità assoluta per chi tiene particolarmente a presentare agli ospiti un ambiente che racconti qualcosa di sé, che mostri in maniera tangibile l’impegno e l’amore che si sono adoperati nella scelta delle soluzioni adottate

 Per chi è così attento ai particolari, e desidera avere una cucina dal grande design e bella da vivere, la soluzione perfetta in Lombardia ha un solo nome: Pedrazzini Arreda. Questa importante azienda, il cui showroom si trova in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese, rappresenta tutto lo stile, l’eleganza, la qualità, la praticità delle cucine made in Italy, ed è esclusivista di zona dei marchi Veneta Cucine e Arredo 3. Grande cura per i particolari, passione per questo lavoro ed una serie di ottimi servizi al cliente fanno di Pedrazzini Arreda la prima scelta in fatto di cucine Milano. Il cliente ha la possibilità di usufruire della consulenza di esperti progettisti che potranno dare un valido contribuito nella scelta e nell’individuazione delle migliori soluzioni, fornendo al tempo stesso fedeli anteprime di ciò che sarà la vostra cucina grazie a sofisticati software di settore. Un team di installatori e falegnami si occuperà invece di installare la tua nuova cucina consegnandola completa di tutto, perfino degli allacci idrici ed elettrici, per consentirti da subito di vivere la tua nuova cucina.

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