Turismo, fiducia in calo, ma l’Italia è la meta preferita anche dagli europei

La pandemia continua ad avere un peso importante sul settore travel. Le scelte dei consumatori sono sempre più attente alle misure sanitarie e di sicurezza implementate dai governi, con passaporto vaccinale, test Covid-19 gratuiti e riduzione della quarantena considerati elementi chiave per la ripresa dei viaggi internazionali. Quanto ai trend del 2021, prevale ancora la propensione al turismo di prossimità, con l’Italia come meta preferita anche dai viaggiatori europei. Lo rileva una ricerca condotta da Aigo, agenzia di marketing e comunicazione specializzata nel settore turismo, trasporti e ospitalità, e Travel Consul, network internazionale di agenzie indipendenti, sull’impatto del Covid-19 sull’industria turistica globale.

Un’industria ancora fragile e incerta

La ricerca fornisce la fotografia di un’industria ancora fragile e incerta a causa del generale atteggiamento di attesa nella programmazione dei viaggi da parte dei consumatori, ma che vede nelle politiche di flessibilità in merito a prenotazioni e cancellazioni, nella personalizzazione di prodotti e servizi, nella vaccinazione diffusa, nelle misure sanitarie e di sicurezza adottate da destinazioni e prestatori di servizi, le chiavi di volta per la ripresa del settore. Anche il 2021 sarà quindi un anno in divenire per il comparto, almeno per l’estate e fino a quando le vaccinazioni non saranno diffuse in modo massivo.

Il travel trade italiano è cauto, ma di fondo ottimista

Se si considera l’impatto sul settore e la propensione del consumatore, le stime di ripresa sono concentrate a partire dal prossimo anno. Rispetto all’edizione di settembre 2020, scende l’aspettativa di una ripresa nel 3° e 4° trimestre 2021, passando dal 34% all’odierno 4,1%. Un dato positivo si riscontra, invece, sulla propensione dei clienti verso i viaggi futuri, con un travel trade italiano che risulta essere cauto, ma di fondo ottimista, dal momento che da parte dei clienti prevale il posticipo delle prenotazioni sulle cancellazioni. Seppur prudenti, il 36% dei consumatori italiani guarda alla stessa destinazione che ha prenotato, il 45% sta aspettando per decidere le nuove date e la destinazione del viaggio precedentemente prenotato, mentre il 19% dei clienti vorrebbe cambiare meta.

Turismo domestico e di prossimità continuano a essere privilegiati

Dalla risposta italiana emergono la necessità di ridurre il periodo di quarantena, così come la possibilità di accedere a test Covid-19 gratuiti e il rilascio di un certificato sanitario (52%). Un aumento delle prenotazioni è atteso dopo che il vaccino sarà stato ampiamente somministrato (40%), con il 73% degli italiani che crede nell’impatto favorevole sulla richiesta di viaggi internazionali a seguito dell’eventuale adozione del certificato di immunità. Il 28% degli operatori però ha registrato nell’ultimo trimestre un aumento delle prenotazioni di viaggi entro i confini nazionali. In particolare, il 15% ha rilevato una crescita compresa tra il 21% e il 40%. Per quanto riguarda le soluzioni di maggiore interesse, i viaggi in solitaria vengono indicati dal 66% degli intervistati italiani, in crescita rispetto alla precedente rilevazione.

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