Turismo, per chi non fa vacanze pesa più la questione economica della paura

Il 54% degli italiani ha deciso ci concedersi una vacanza anche in questo difficile 2021, contro un altissimo 46% (circa 10 milioni di nostri connazionali, il 9% in più rispetto all’anno scorso) che invece non le farà per più di un motivo. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Demoskopika per la trasmissione Anni 20 Estate in onda su Rai2. Tra l’altro sorprende che sulla scelta di rinunciare alle ferie pesa di più la questione economica rispetto ai timori legati alla pandemia. Il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio, ha così commentato questo scenario: “Le difficoltà economiche pesano più della paura del Covid nei consumi turistici degli italiani. Adesso è il momento delle decisioni politiche consapevoli”. 

Un turismo a due volti

“Quest’anno – ha detto ancora Rio – sarà inevitabilmente caratterizzato da un turismo a due volti, uno speculare all’altro. Da una parte, chi ha scelto di trascorrere una vacanza, principalmente in Italia, e, dall’altra, chi al contrario, fiaccato economicamente dall’emergenza pandemica vi ha già rinunciato. Un orientamento preoccupante  che, ad oggi, coinvolgerebbe ben 10 milioni di italiani. Quindi, nonostante, il turismo italiano sia fortunatamente in fase di graduale ripresa, risulta fondamentale attenzionare le gravi ripercussioni sia sul tessuto produttivo, con la chiusura di quasi 100 mila imprese, l’infiltrazione economica della criminalità organizzata nel comparto che sul piano sociale con un incremento dei bisogni di liquidità dei cittadini e con ben 370 mila famiglie in più in condizione di povertà relativa. In questa direzione, la politica deve avere il coraggio di fare scelte precise. C’è un problema prioritario di governance da cui consegue anche l’efficacia delle azioni di mitigazione dei provvedimenti pubblici messi in campo per la ripresa del sistema turistico italiano”.

Vacanze italiane per chi le può fare

Tra chi farà o ha già fatto una vacanza, l’87% ha scelto il nostro Pese come destinazione. Il 13%, invece, ha optato per il viaggio oltre confine: l’11,1%, in particolare, ha in programma una meta europea, mentre il 2,1% opta per una destinazione internazionale. Tra i “villeggianti”, prevale chi ha già prenotato una vacanza (31%), modalità immediatamente seguita da coloro i quali “stanno pensando di programmare una vacanza per i prossimi mesi” (17%). Mentre, ad oggi, soltanto il 6% si trova già in villeggiatura. 

I giovani i più inclini a partire

Sono soprattutto i più giovani (il 62%) gli italiani più propensi a partire, mentre la quota si abbassa drasticamente fra gli over 65 (33%). I principali fan delle vacanze, forse un po’ a sorpresa, sono gli abitanti del Mezzogiorno. Si tratta di persone che possiedono un titolo di studio medio-alto e si trovano in una condizione di lavoro dipendente (dirigenti, quadri, impiegati, etc.) piuttosto che autonomo. Quasi 6 italiani su 10, infine, si affideranno alla tradizione optando di trascorrere la vacanza al mare (58%), seguita dalla linea di prodotto turistico “montagna” (15%), dalla vacanza nelle “città d’arte e dei borghi” (10%) e in “campagna e agriturismo” (8%).

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