Vivere, dormire, incontrare e lavorare. La casa è a “ciclo continuo”

La casa vissuta soltanto come rifugio, come “nido” dove ricaricare le batterie dopo una lunga giornata e ritrovarsi con i propri cari? Sì, ma non solo. Lo rivela la società di ricerche di mercato Doxa, con un’indagine che spiega che, oggi, un italiano su 3 è intento a svolgere con cadenza regolare o giornaliera un’attività lavorativa nella propria casa. Quindi l’abitazione non è più semplicemente il luogo del relax e dello ‘stacco’, ma anche un ambiente lavorativo a tutti gli effetti.

Un trend in forte crescita

In occasione di una delle principali fiere del settore della casa – HOMI, Salone degli Stili di Vita di Fiera Milano, in programma dal 26 al 29 gennaio 2018 – Doxa presenterà ufficialmente l’osservatorio permanente sugli stili di vita abitativi degli italiani. E anticipa alcuni trend destinati a rivoluzionare la vita (e le case) di tutti noi. A cominciare dalla fruizione stessa dellabitazione, sempre più polifunzionale e modulabile. “È la casa a ciclo continuo che affianca alla funzione classica di cura e riposo quella produttiva e lavorativa sempre più diffusa tra tutte le classi d’età” spiega Paola Caniglia, Retail & Crowdsourcing Head of Department di Doxa. Che aggiunge: “Oggi le nostre case sono sempre più ‘vissute’ e presidiate durante l’intero arco della giornata. Anche da una percentuale crescente di popolazione attiva. E la tendenza è in forte crescita”.

Come si lavora nelle quattro mura

Ma chi sono i nostri connazionali, ben un terzo della popolazione, impegnati anche professionalmente a casa? “Si tratta perlopiù di persone che utilizzano il pc portatile per lavorare in vari ambienti, spostandosi a seconda della fascia oraria e delle esigenze degli altri componenti del nucleo familiare” spiega Caniglia. “Innescando così una serie di conseguenze a cascata sia nell’organizzazione degli spazi abitativi sia nella scelta degli arredi stessi della casa”.

Un modo di abitare che cambia nel tempo

Era il 1949 quando Doxa lanciò la prima ricerca di mercato sulla casa degli italiani. Scoprendo che il 96,8% delle famiglie non possedeva la ghiacciaia elettrica (ossia il frigorifero!), l’88,8% non aveva i termosifoni e, ancora, il 73,4% era senza il bagno in casa. Certo, era il Dopoguerra, e il nostro paese era molto diverso da come è adesso. Eppure la casa, già allora, era il rifugio per eccellenza. “E lo è ancora oggi” conferma Caniglia. Infatti “Il 75% degli italiani la considera ‘in cima alle priorità’ o comunque ‘molto importante'”.

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